“Non dimentichiamo le vittime del fanatismo religioso”
L'intervento di Paola Peruffo del direttivo provinciale di Fratelli d'Italia in occasione dell'8 marzo: "La libertà delle donne non è una battaglia di parte"
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Un’espressione che appartiene da sempre al linguaggio quotidiano del territorio diventa oggi il segno distintivo di un progetto politico: “Made in Bundén
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di Annalisa Felletti*
L’8 marzo non è una ricorrenza da celebrare per consuetudine, ma un’occasione per guardare con lucidità allo stato dei diritti e delle opportunità delle donne, anche nel nostro territorio.
A Ferrara, come nel resto del Paese, la parità non è un traguardo acquisito: è un percorso che richiederà ancora impegno costante, responsabilità condivisa e la capacità di leggere i cambiamenti sociali con uno sguardo attento e non superficiale.
I dati provinciali mostrano un quadro complesso. Le donne ferraresi continuano a incontrare ostacoli nell’accesso al lavoro stabile e di qualità, nella progressione di carriera e nella conciliazione tra vita professionale e familiare. Persistono differenze retributive, spesso invisibili perché legate non solo al salario diretto, ma alla segregazione occupazionale e alla minore presenza femminile nei ruoli apicali.
Il gender pay gap, infatti, non è solo una questione di stipendi diversi a parità di mansione: è il risultato di un sistema che ancora oggi penalizza le donne nei percorsi di carriera, nella stabilità contrattuale e nella possibilità di accedere a ruoli decisionali, e che si fonda sul fatto che il lavoro di cura oggi nel nostro Paese viene considerato “naturalmente” una mansione femminile. È un divario che si costruisce nel tempo e che richiede politiche strutturali per essere colmato.
A ciò si aggiunge un fenomeno che come Consigliera di Parità vedo emergere con frequenza crescente: le discriminazioni legate alla maternità, che ancora oggi rappresentano una delle principali cause di abbandono o riduzione dell’attività lavorativa.
In questo quadro pesa anche la mancanza nel nostro Paese, di un congedo parentale paritario, recentemente bocciato dal nostro Parlamento, che continua a rendere la cura familiare un compito quasi esclusivamente femminile. Senza un’equa ripartizione del tempo di cura, la parità nel lavoro resta un obiettivo lontano. La corresponsabilità genitoriale non è solo un principio culturale: è una condizione necessaria per liberare il potenziale professionale delle donne e per costruire un mercato del lavoro più moderno e competitivo.
Eppure, la nostra provincia è anche un territorio ricco di energie positive: alcune imprese che investono in politiche di welfare aziendale, rappresentando un esempio importante ma non ancora sufficiente, diverse amministrazioni che sperimentano servizi innovativi per la conciliazione, associazioni che lavorano quotidianamente contro la violenza di genere e per l’autonomia economica delle donne. Tutte realtà che dimostrano come la parità non sia un’utopia, ma una possibilità concreta quando esiste una rete che sostiene il cambiamento.
Il ruolo dell’Ufficio della Consigliera di Parità si inserisce proprio in questo spazio: vigilare, intervenire, promuovere cultura. Significa affiancare le lavoratrici che subiscono discriminazioni, ma anche dialogare con le aziende, gli enti pubblici, le parti sociali per costruire condizioni di lavoro più eque, più giuste. Significa ricordare che la parità non è un tema “femminile”, ma un indicatore di qualità democratica e di sviluppo economico.
Dove le donne lavorano, studiano, partecipano, il territorio cresce.
Quest’anno l’8 marzo assume un significato ancora più profondo: ricorrono settant’anni dal momento in cui le donne italiane hanno potuto esercitare pienamente il diritto di voto. Un passaggio storico che ha aperto la strada alla partecipazione politica, alla cittadinanza attiva, alla possibilità di contribuire alla vita pubblica del Paese. È un anniversario che ci ricorda quanto ogni conquista sia frutto di battaglie lunghe e coraggiose, e quanto sia fragile ciò che diamo per scontato.
Per questo, oggi più che mai, serve un impegno collettivo per superare stereotipi ancora radicati, per riconoscere il valore del lavoro di cura, per garantire servizi che permettano alle donne di scegliere liberamente il proprio percorso professionale e di vita. Serve soprattutto una responsabilità diffusa: delle istituzioni, delle imprese, della scuola, dei media, di ciascuna e ciascuno di noi.
In questo territorio abbiamo alcuni strumenti, competenze e la sensibilità per continuare a costruire una comunità più giusta. Non solo non ci possiamo permettere di rallentare ad ogni livello, ma servirebbe addirittura programmare politiche maggiormente incisive in materia di parità, perché la parità non è un favore da concedere, ma un diritto da garantire.
E ogni 8 marzo ci ricorda che questo diritto va difeso e agito ogni giorno, con determinazione e con la consapevolezza che una società più equa è una società migliore per tutte e per tutti. Il settantesimo anniversario del voto alle donne ci invita a guardare avanti con la stessa forza di chi, allora, ha aperto la strada: con coraggio, con visione e con la certezza che il cambiamento è possibile solo se lo costruiamo insieme.
*Consigliera di Parità della provincia di Ferrara
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