Il catafalco di Ferrara
Intervento dello scrittore Diego Marani che prende posizione sul palco allestito in piazza Trento Trieste "nemico di qualsiasi tipo di cultura"
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L’associazione dei dottorandi chiede di estendere l’aumento delle borse anche ai cicli già in corso e di ridurre il precariato accademico. Apertura dei vertici di Unife sulla rappresentanza di dottorandi e post-doc nel Senato accademico
Il dibattito sull’immigrazione torna al centro a Ferrara, in particolare attorno alla complessa vicenda del grattacielo e della zona Gad. I rappresentanti dell’Associazione degli Studenti del Continente Africano (Ascaf) avanzano alcune proposte
Giovedì 12 si è tenuto l’incontro organizzato dal coordinamento di Libera Ferrara, rientrante nelle iniziative promosse dal comitato “Società civile per il no”. Presente anche il professore ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara, Paolo Veronesi
Grande partecipazione ed emozione sabato 14 marzo alla Sala Estense, in occasione della cerimonia di conferimento della menzione speciale assegnata nell’ambito del concorso nazionale “Vorrei una legge che…”, promosso dal Senato della Repubblica in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito
Una vicenda che definire “surreale” è forse riduttivo: a raccontarla è un cittadino ferrarese di 72 anni, che da oltre un decennio convive con le conseguenze di un ictus cerebrale subito il 15 luglio 2010. La sua battaglia riguarda il rinnovo del contrassegno invalidi Cude, fondamentale per chi, come lui, soffre di gravi limitazioni nella deambulazione.
“Ero titolare di Cude fin dal luglio 2014, a seguito di esiti da ictus Cerebrale […] Il Cude mi viene concesso prima per 1 anno, poi per 2 anni, successivamente per 3 anni, fino ad arrivare al 2020 nel quale mi viene rinnovato per anni 5 e cioè fino al 2/12/2025”, spiega il 72enne, che sottolinea le conseguenze quotidiane della sua condizione: “I sintomi si esprimono con un dolore costante che a più riprese aumenta di intensità, con forti bruciori, con formicolio ed intorpidimento della zona colpita, dolori, crampi improvvisi […] oltre quelli che assumo, ci sono solo farmaci oppiacei che ho sempre rifiutato”.
La vicenda prende una piega complicata pochi giorni prima della scadenza del Cude: “Con mia grande sorpresa, mi viene detto a voce da un impiegato che non potevano rinnovarmi il Cude in quanto nel 2020 vi era stato ‘da parte dell’Ufficio’ un errore e che, quindi, dovevo sottopormi nuovamente a visita medico legale e che non era sufficiente la certificazione del medico di base che ‘confermava’ la compromissione della funzione deambulatoria”.
Il cittadino sottolinea l’anomalia della situazione: “Il negare, dopo 5 anni (se vogliamo dopo 11) il rinnovo, adducendo a voce e pochi giorni prima della scadenza, ‘un errore dell’ufficio forse dovuto al periodo Covid’, ritengo che sarebbe dovuto avvenire in tempi dovuti e non a parole ma con un provvedimento altrettanto formale”.
La nuova visita medico-legale, fissata per il 21 gennaio 2026, non ha portato a una soluzione: “La D.ssa Medico Legale […] mi contesta il fatto che non ho documentazione recente, cosa non vera perché ero in possesso della certificazione del medico di base […] e di una certificazione, seppure del 2023 del reparto di Neurologia Universitaria Ospedale di Cona che testualmente recita ‘Non modificazioni dell’obiettività neurologica rispetto alla valutazione precedente (2014)’”. Nonostante ciò, la valutazione risulta contraddittoria: “La Medico Legale certifica […] che non ho capacità deambulatoria ridotta e di ripresentarmi con nuove certificazioni di tipo neurologico e fisiatrico”.
La trafila burocratica, oltre a ritardare il diritto acquisito dal 72enne, si proietta nel futuro: “Attraverso il fascicolo sanitario riesco a prenotare una visita neurologica […] per il giorno “udite udite” 16 novembre 2026. Dopodiché ricomincerò la trafila e vedremo! Intanto sarà passato oltre un anno senza il Cude”.
Il 72enne ferrarese conclude la sua lettera evidenziando le difficoltà e i disagi: “Tutte queste trafile burocratiche implicano evidenti problematiche al cittadino che deve andare e venire per uffici e complicazioni per arrivare ad una conclusione ancora incerta dopo 11 anni di certezze, oltre ad evidenti domande che forse resteranno senza risposte”.
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