Terre del Reno
7 Marzo 2026
Duro intervento in Consiglio comunale di Francesco Margutti, capogruppo della lista civica Futuro Comune

Polo Sanitario e Ciclovia: “Terre del Reno ostaggio di ritardi infiniti e continue promesse”

di Redazione | 3 min

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Terre del Reno. Un atto d’accusa durissimo quello pronunciato mercoledì 4 marzo in Consiglio Comunale da Francesco Margutti, capogruppo della lista civica Futuro Comune.

Al centro dell’intervento, una disamina dettagliata su due opere strategiche per il territorio: il Polo Sanitario di Sant’Agostino e la Ciclovia Vigarano Pieve-San Carlo, unite da un unico filo conduttore: l’incapacità dell’Amministrazione di rispettare i tempi e la tendenza a nascondere i fallimenti dietro una “politica dei proclami”.

Ripercorrendo la cronistoria fallimentare del cantiere del Polo Sanitario: un primo appalto naufragato nel 2017, un riappalto nel 2022 che prevedeva la chiusura dei lavori in soli 180 giorni (3 aprile 2023) e una situazione attuale che vede il cantiere ancora aperto dopo oltre tre anni. “Non accettiamo più la giustificazione della grandinata del luglio 2023”, ha incalzato Margutti durante la seduta.

“In quella data, da contratto, il cantiere avrebbe dovuto essere già collaudato da mesi. La verità è che oggi scopriamo che si dovrà ricorrere a un ulteriore riappalto a una ditta locale per terminare ciò che è rimasto a metà o è stato eseguito male. È inaccettabile che dopo quattro anni dal ‘siamo a un passo dalla fine’ dichiarato dal Sindaco e dall’Assessore Mastrandrea, siamo ancora a questo punto”.

Il punto più drammatico dell’intervento ha riguardato le conseguenze dirette sulla salute dei cittadini. Margutti ha sottolineato come la mancanza di una struttura pronta abbia escluso Terre del Reno dalle nuove mappe della sanità regionale (Aft e Case della Comunità), con servizi sanitari dirottati verso Bondeno e Poggio Renatico (nuovo servizio di continuità assistenziale). La conferma definitiva della gravità della situazione è arrivata in aula: l’assessore alla Sanità Mastrandrea ha infatti confermato che i ritardi del Polo Sanitario hanno fatto perdere al Comune l’opportunità di avere un pediatra in sostituzione di quello cessato. “È la prova provata dei nostri timori,” commenta Margutti. “Il Polo Sanitario doveva essere un’eccellenza di prossimità; invece, rischiamo di trovarci con una scatola sovradimensionata, che quando vedrà concluso il cantiere avrà ancora bisogno di diversi passaggi amministrativi, visto la mancanza di convenzioni firmate con l’Asl e priva dei necessari accreditamenti per ambulatori e centri prelievi. Senza questi passaggi tecnici, che l’amministrazione
omette di citare, la struttura non potrà nemmeno aprire”.

Spostando il focus sulla mobilità, il capogruppo di Futuro Comune ha lanciato l’allarme sulla Ciclovia Vigarano Pieve – San Carlo. L’opera (che avrà un costo di oltre 2,6 milioni di €) beneficia di un contributo di 1.500.000 € (fondi europei Pr Fesr 2021-2027 che deve obbligatoriamente essere rendicontato entro fine 2026) che rischia seriamente di andare perduto. “Avete già chiesto una proroga al 31 dicembre 2026 perché a fine 2025 (data entro la quale doveva essere pronta l’opera) non avevate nemmeno chiuso la Conferenza dei Servizi,” ha spiegato Margutti. “Oggi, a soli 10 mesi dalla scadenza , mancano ancora il progetto esecutivo, gli accordi per gli espropri, la gara d’appalto, l’esecuzione dei lavori e la rendicontazione finale. È matematicamente impossibile rispettare questi tempi senza un miracolo amministrativo. Nel frattempo, il sindaco svia l’attenzione parlando della ciclabile Sant’Agostino-Dosso, un’opera che al momento non ha né un progetto cantierabile né tantomeno copertura finanziaria”.

In chiusura del suo intervento, Francesco Margutti ha chiesto all’Amministrazione un’assunzione di responsabilità definitiva: “Basta gettare fumo negli occhi ai cittadini. I ritardi non sono contrattempi burocratici, ma servizi essenziali sottratti alla comunità e risorse pubbliche che rischiamo di dover restituire. La politica dei proclami deve finire: servono fatti e scadenze certe”.

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