Attualità
9 Marzo 2026
Guerra in Medio Oriente, il racconto da Dubai dell’imprenditore ferrarese: «Il pericolo c’è, ma narrazione mediatica esagerata» 

Valerio Giacomelli, CEO e fondatore dell’azienda ferrarese Syncronika tra gli italiani a Dubai

di Redazione | 4 min

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“Non voglio sminuire il pericolo perché effettivamente ci sono stati dei bombardamenti, ma il racconto mediatico che ne stanno facendo appare quantomeno esagerato”. Queste le parole di Valerio Giacomelli, CEO e fondatore della digital agency ferrarese Syncronika e tra gli italiani che si trovano nella città di Dubai a pochi giorni dallo scoppio del conflitto che ha visto Stati Uniti e Israele aggredire e bombardare l’Iran, innescando successivamente la risposta della repubblica islamica con un lancio di missili e droni che hanno coinvolto, tra i paesi del Golfo, anche gli Emirati Arabi Uniti.

Nell’area del Golfo sono infatti quasi ventimila gli italiani non residenti. E, mentre la Farnesina ha attivato una task force per assistere i connazionali rimasti bloccati proprio a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti a causa delle chiusure dello spazio aereo legate alla crisi in Medio Oriente, molti altri hanno deciso invece di restare, fiduciosi per la sensazione di sicurezza che l’emirato arabo ha costruito negli anni intorno a turisti e residenti.

“Sono residente in Italia, ma mi trovo qui da un mese per lavoro” ci racconta Giacomelli, “Dubai è una delle città che visito almeno una volta all’anno perché qui c’è un network di imprenditori e di persone molto interessante, si possono creare delle connessioni lavorative importanti ed è una città che a livello di business offre davvero tantissimo. Ovviamente ci sono anche tante questioni controverse che riguardano Dubai, come situazioni legate allo sfruttamento che comunque si riscontrano anche in paesi europei (e su questo non siamo certo tra i più virtuosi in Italia), però in questo momento Dubai è una delle città che ha tra i più alti standard di sicurezza personali. Tanto per fare un esempio vedo persone che nei bar e nei ristoranti lasciano tranquillamente i loro tablet e smartphone incustoditi, non ci sono né furti né rapine o aggressioni”.

Nonostante sui social siano circolati video di persone in preda al panico mentre osservano le scie dei missili dalle finestre dei loro appartamenti, l’imprenditore ferrarese nel raccontare la sua esperienza assicura di non aver avuto la stessa percezione di pericolo. “Tutto questo dramma che si vede online io non l’ho percepito, non l’ho visto” ribadisce, “ci sono persone che chiaramente sono più suggestionabili, ad esempio i turisti che stanno qua pochi giorni l’hanno vissuta in maniera molto brutta, cercando poi di spostarsi da Dubai, magari raggiungendo l’Oman per prendere dei voli, una cosa che secondo me in questo momento è decisamente molto più rischiosa che rimanere a terra. Con questo, ripeto, non voglio sminuire il pericolo, è chiaro che la situazione non è esente da rischi. Il consolatoamericano è stato colpito da un drone e ci sono degli obbiettivi militari e strategici che provano a colpire, però le difese emiratine finora si sono rivelate molto efficaci e lo hanno dimostrato anche riguardo gli attacchi con i droni che sono stati tutti intercettati. I video che arrivano dal centro della città mostravano infatti colonne di fumo derivanti dai detriti dei missili e dei droni distrutti, poi con il calare della sera le risposte delle contraerea sono molto più visibili nel cielo e possono impressionare, ma i missili sono perlopiù indirizzati in una zona sul mare dove è presente una base militare americana”.

Sulla gestione dell’ordine pubblico da parte delle autorità aggiunge: “Domenica scorsa ci sono stati degli avvisi, chi aveva sim locali veniva avvertito e svegliato in certi contesti anche durante la notte perché facevano dei test per allertare le persone. Noi, avendo tutti sim italiane, non siamo stati avvertiti. Abbiamo però degli amici che sono stati svegliati appunto da questi allarmi e per sicurezza sono andati giù nei piani più bassi dei building, nei garage, anche per proteggersi da eventuali detriti che possono colpire i piani più alti dei palazzi. C’era una sensazione generale di allerta, certo, ma già da lunedì tutte le persone erano tornate tranquillamente a passeggiare per strada e per i centri commerciali”.

Riguardo alla possibilità di tornare in Italia con i voli messi a disposizione dalla Farnesina, Giacomelli confessa di avere avuto già in programma di tornare a metà marzo e di essere tranquillo oltre che ottimista: “se il mio volo resta confermato preferisco restare qui e continuare a lavorare, attualmente mi sento abbastanza tutelato nel restare a Dubai rispetto a tantissimi altri posti o rispetto soprattutto a mettermi in volo per tornare a casa in fretta e furia”.

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