Spettacoli
7 Marzo 2026
Domenica 8 marzo alle 10.30 nel foyer del Teatro comunale Abbado

I Solisti Ocf suonano Dvořák e Brahms per “Ferrara Musica al Ridotto”

(Foto di Marco Caselli Nirmal)
di Redazione | 2 min

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Domenica 8 marzo alle 10.30, Ferrara Musica al Ridotto ospiterà un nuovo appuntamento della stagione cameristica che vede protagonisti i Solisti dell’Orchestra Città di Ferrara.

Il programma della mattinata propone un percorso musicale attraverso due diverse declinazioni del Romanticismo europeo. Sono affidate ad una formazione composta da Antonio Aiello e Pervinca Rista (violini), Alessandro Savio e Fiorenza Barutti (viole), Leonardo Sapere e Valentina Migliozzi (violoncelli).

L’apertura è dedicata ad Antonín Dvořák con il Trio per archi in do maggiore op. 7, composto nel gennaio del 1887. Si tratta di un’opera di particolare interesse per la sua genesi e per l’insolito organico che prevede due violini e una viola. Nata originariamente come musica d’uso destinata a una cerchia di amici dilettanti, la partitura rivelò ben presto una complessità tecnica e una profondità d’ispirazione tali da elevarla a pieno titolo tra i capolavori cameristici del compositore boemo. Nei quattro movimenti — Introduzione, Larghetto, Scherzo e Tema con variazioni — Dvořák riesce addirittura a sfruttare la mancanza del violoncello per creare una trama sonora aerea, quasi trasparente, senza mai rinunciare a quel calore melodico e a quei richiami alle danze popolari slave che costituiscono il tratto distintivo della sua poetica.

Nella seconda parte della mattinata, l’organico si amplierà per l’esecuzione del Sestetto per archi n. 1 in si bemolle maggiore op. 18 di Johannes Brahms. Composta nel 1860, quando l’autore aveva solo ventisette anni, l’opera rappresenta una delle vette della produzione giovanile brahmsiana e sancisce il suo definitivo distacco dalle influenze giovanili verso una forma più solida e personale. La scelta di raddoppiare le viole e i violoncelli conferisce al sestetto una densità timbrica straordinaria, permettendo alla scrittura di muoversi tra la trasparenza della musica da camera e la potenza di un’orchestra d’archi. Il percorso del Sestetto si sviluppa attraverso un Allegro ma non troppo di ampio respiro, seguito dall’Andante, ma moderato, celebre tema con variazioni in re minore. Evoca le atmosfere quasi arcaiche e barocche, care allo studio che Brahms conduceva sui maestri del passato. Lo Scherzo vivace e il Rondò conclusivo, caratterizzato da una grazia di stampo haydniano, chiudono la composizione in un clima di luminosa distensione.

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