“Riteniamo importante che la Regione si esprima in modo chiaro e ufficiale”. Cristina Coletti commenta, a margine del Tavolo di Concertazione Territoriale delle Politiche Abitative, la circolare dell’assessore regionale Giovanni Paglia in cui invita le amministrazioni a tenere conto della sentenza della Corte Costituzionale, evidenziando il possibile rischio di contenziosi legati all’utilizzo del criterio premiale della storicità di residenza.
La discussione si era accesa lo scorso 8 febbraio, un mese dopo la sentenza della Corte Costituzionale che dichiarava illegittima una norma della legge regionale toscana che attribuiva punteggi crescenti sulla graduatoria proprio in base alla durata della residenza o dell’attività lavorativa continuativa sul territorio regionale.
“I Comuni – dice Coletti – si trovano oggi a operare in un quadro interpretativo che, alla luce della recente circolare, merita un approfondimento istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale dell’8 gennaio 2026 interviene su un tema rilevante, ma non risulta aver superato la Legge Regionale e la Delibera dell’Assemblea Legislativa n. 154 del 2018, tuttora vigenti, nelle quali è previsto il criterio della residenzialità storica, lasciando alle amministrazioni la facoltà di attribuire punteggi aggiuntivi nei regolamenti per l’assegnazione degli alloggi popolari. Si tratta di una scelta che le amministrazioni hanno adottato nel rispetto della normativa regionale”.
Su mandato dei 19 Comuni provinciali presenti alla seduta (assenti Fiscaglia e Lagosanto), la presidente del Tavolo – Cristina Coletti – ha quindi richiesto un pronunciamento formale da parte della Regione. Nella mattinata del 4 marzo è stata inviata una lettera al presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale.
“Nella circolare – si legge nella missiva firmata dalla presidente – viene suggerita la non applicazione dei criteri premiali. Tuttavia, le amministrazioni locali sono chiamate ad attenersi alla normativa vigente. Per questo motivo riteniamo necessario un chiarimento ufficiale che definisca in modo puntuale l’indirizzo regionale e le modalità applicative sul territorio. Allo stato attuale, i regolamenti adottati dai Comuni presenti al Tavolo risultano conformi alla Legge Regionale e alla Delibera dell’Assemblea Legislativa n. 154/2018, e pertanto pienamente efficaci”.
I Comuni chiedono quindi alla Regione di fornire indicazioni chiare e condivise. “Con questa comunicazione – conclude Coletti – intendiamo promuovere un confronto istituzionale che consenta di operare con certezza giuridica, tutelando gli enti locali da possibili contenziosi. Ad oggi, infatti, non risultano intervenuti nuovi provvedimenti che abbiano modificato la normativa regionale vigente”.
Nell’ultimo mese, a chiedere al Comune di adeguare il regolamento Erp erano stato due consiglieri di opposizione, Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo) e Anna Zonari (La Comune). “Se e con quali tempistiche – avevano chiesto in un’interpellanza – l’Amministrazione intenda procedere alla modifica del Regolamento Erp per eliminare il criterio della residenzialità storica, al fine di allinearsi alla Sentenza n. 1/2026 della Corte costituzionale”.
Una richiesta simile a quella di Paglia che una volta letta la sentenza aveva invitato i comuni a tenerne conto rimarcando la volontà della Regione di allinearsi alla decisione degli ermellini.
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