Attualità
4 Marzo 2026
Il segretario provinciale del sindacato di Polizia Fsp Zaccarini attacca l’ex ispettore Chiarelli dopo le dichiarazioni pubblicate su Estensecom: "Accuse gravissime e generalizzazioni offensive"

Pistola giocattolo nel corredo della Polizia: “Parole inaccettabili, chieda scusa o faccia i nomi”

di Redazione | 3 min

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È uno scontro durissimo quello che si consuma tra il segretario provinciale della Fsp Polizia di Stato, Fabio Zaccarini, e l’ex ispettore della Polizia di Stato di Ferrara in pensione, Alessandro Chiarelli, a sua volta ex segretario provinciale del sindacato Siap, dopo le considerazioni di quest’ultimo pubblicate nel suo blog su Estense.com.

Al centro della polemica, alcune frasi contenute nell’intervento dell’ex funzionario, in particolare il passaggio in cui scrive: “La totale mancanza di logica nel comportamento della vittima destra immediatamente il sospetto che nel racconto iniziale qualcosa non quadrasse – scrive Chiarelli – E purtroppo io ricordo bene che la pistola giocattolo era, per non così pochi poliziotti, corredo da tenere nella valigetta perchè non si sa mai cosa può accadere e può sempre far comodo metterla in mano a qualcuno”.

Parole che hanno suscitato la reazione indignata della Fsp: “Leggiamo con grande sdegno, e non può essere altrimenti, le parole di fuoco dell’ex poliziotto Chiarelli che evidentemente, da pensionato, non ha nulla di meglio da fare che buttare fango (falso) addosso a chi gli ha dato da mangiare per 30 anni e soprattutto addosso a chi ha lavorato sempre al suo fianco con onestà e dedizione”, afferma il segretario provinciale Fsp Polizia di Stato, Fabio Zaccarini.

Non è la prima volta che le parole di Chiarelli suscitano reazioni indignata. Fu così nel marzo 2015 quando, alla presentazione pubblica in biblioteca Ariostea del libro dell’ispettore “Il caso Aldrovandi 2005-2015”, Chiarelli dichiarò che a Ferrara “ci sono state altre situazioni molto dubbie risolte in modo abbastanza ‘in carrozza’”.

Sulle affermazioni riportare da Chiarelli nel suo blog “La capra sulla rupe”, Zaccarini alza ulteriormente il tono, contestando all’ex ispettore un atteggiamento giudicato presuntuoso: “Colui che da pensionato ha capito tutto, colui che da pensionato risolve sempre tutti i misteri, colui che è sempre nel giusto, stavolta l’ha fatta fuori dal vaso, come si dice in gergo”.

Particolarmente contestato è il riferimento alle presunte “pistole finte” tenute in valigetta da alcuni agenti. “Inaccettabili le parole che abbiamo letto sui colleghi che si portano la pistola finta nella valigetta, parole che rispediamo al mittente e che siamo certi siano frutto di un momento di errata memoria da parte di Alessandro”, prosegue il sindacalista.

Ma il passaggio più netto riguarda le implicazioni di quanto scritto da Chiarelli: “Perchè se fosse vero quel ‘ricordo bene’ allora si porrebbero diverse domande”, incalza Zaccarini, che si rivolge direttamente all’ex commissario: “Caro Alessandro, se tu hai visto e ricordi bene che ‘per non pochi poliziotti, corredo da tenere nella valigetta’ era una pistola finta, significa che nella tua trentennale carriera, non hai mai fatto niente contro questi colleghi deviati, non hai mai denunciato la cosa, non hai mai comunicato ai tuoi superiori che il collega in auto con te, aveva una pistola finta nella valigetta. E questo sarebbe gravissimo”.

Un’omissione di fatti potenzialmente rilevanti, sottolinea Zaccarini, che “minerebbe non poco la tua brillante carriera (od il ricordo di essa…)”.

Il segretario Fsp accusa inoltre Chiarelli di aver generalizzato senza indeicare responsabilità precise: “Ma tu lo hai scritto, sapendo benissimo di scrivere una sorta di ‘carognata’, lo hai scritto senza fare nomi, generalizzando, facendo credere che per ‘non così pochi poliziotti’ era una cosa normale pensare di uscire di pattuglia ed ammazzare uno per poi nascondere le prove”.

Da qui l’ultimatum finale: “Spero tu smentisca in fretta quanto hai scritto, chiedendo scusa a tutti, ai colleghi in primis e poi alla Polizia di Stato, per le offensive parole che hai infelicemente usato per stare ancora un pò sulla cresta dell’onda. Altrimenti, abbi il coraggio di fare i nomi e i cognomi di coloro che tu ‘ricordi bene’, poi vai in Procura e denunciali”.

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