Politica
4 Marzo 2026
Uno spunto di riflessione della consigliera del Movimento 5 Stelle sulle modalità di azione di un'amministrazione dopo l'emergenza nelle Torri A,B,C

Grattacielo. Cosa avrebbe fatto Marzia Marchi fosse stata sindaca

di Redazione | 4 min

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di Marzia Marchi*

Non sono Sindaca, nè mai mi sono candidata ad esserlo ma ricopro comunque un ruolo politico istituzionale e di fronte a una situazione come quella che si è creata dopo l’inizio di incendio all’interno del grattacielo mi sono posta domande cercando di trovare delle risposte.

La prima domanda è questa: è giusto emettere ordinanze di sgombero per tutelare l’incolumità degli abitanti e dei cittadini del quartiere? Indubbiamente sì, poichè di fatto i Vigili del fuoco hanno posto la questione in termini di sicurezza in maniera indifferibile.

La seconda domanda è assai più complessa, pur nella sua banalità: dove si ricoverano gli abitanti di un palazzo che contiene 185 appartamenti? La risposta non può essere invece banale perchè, anche se è evidente che si tratta di un condominio privato, il Comune è comunque, in termini di millesimi, il secondo proprietario e come tale compartecipe della cattiva gestione che ha comportato la forzata evacuazione. Un condomino un pò speciale, per importanza economica e per il proprio ruolo di garante della sicurezza e quindi un soggetto che non può esentarsi dal rispondere.

Ecco, se fossi Sindaca a questa domanda avrei cercato risposta ancor prima di emettere l’ordinanza, attraverso queste azioni:
organizzare l’ospitalità temporanea per gli evacuati non in grado di sistemarsi autonomamente; definire nel Bilancio Preventivo un fondo di garanzia fideiussoria per le imprese titolari delle attività interrotte, per fare ripartire immediatamente i lavori di adeguamento degli impianti deficitari; espropriare per pubblica utilità tutti gli appartamenti risultati morosi ai fini del pagamento dei lavori sospesi o che risultassero inadempienti rispetto al pagamento dei lavori in essere.

In quanto al primo difficile punto, dato lo stato del mercato immobiliare ferrarese, organizzare l’ospitalità significa prendersi in carico le situazioni più delicate direttamente attraverso i servizi sociali, anche mediante l’assegnazione urgente di alloggi di edilizia popolare; avviare un’interlocuzione diretta con le agenzie immobiliari per garantire accesso al mercato privato. A tale proposito vengono in soccorso gli strumenti che il Ministero ha predisposto per favorire l’accesso all’abitazione quali: Fondo nazionale per il sostegno alle abitazioni in locazione, previsto dalla Legge n.431 del 1998; Fondo inquilini morosi incolpevoli, introdotto nel 2013.

Aumentare quindi il Contributo per l’autonoma sistemazione della famiglie garantendo al contempo che la sospensione dell’attuale residenza al grattacielo non comporti il rischio di perdere il diritto al permesso di soggiorno. Questo significa lavorare in stretta sinergia con la Prefettura e con le associazioni datoriali per rimarcare l’assoluta temporaneità della sospensione della residenza nel grattacielo.

Sempre in merito all’evacuazione, assicurare tramite le forze dell’ordine che gli appartamenti sgomberati non costituiscano oggetto di sciacallaggio e siano accessibili agli abitanti in maniera organizzata e sicura per accedere ai beni lì lasciati, garantendo al contempo, tramite un accordo con le società di fornitura dei servizi essenziali coma acqua, gas e luce una moratoria sul pagamento delle bollette.

Se fossi Sindaca solleciterei l’intera città a farsi coesa, come scritto nel Documento Unico di Programmazione, per fronteggiare l’emergenza abitativa, per quanto colposa possa essere stata, in onore al diritto costituzionale all’abitare sancito dall’art. 47, in cui si esplicita la tutela del risparmio finalizzato all’acquisto di una casa. Tutela del risparmio che in molti casi non è avvenuto perchè, a quanto pare, sono stati eseguiti dei rogiti – anche molto recenti – senza che al futuro proprietario fossero rappresentati i rischi dell’inadempienza condominiale in materia di sicurezza antincendio. Risparmio che non può considerarsi volatilizzato per una mancata messa a norma di un impianto, dunque si torna alla questione dei lavori da eseguire.

Una questione fondamentalmente di soldi! Soldi che in una città “coesa e solidale” dovrebbe tradursi in un crowdfunding, attraverso l’apertura di una piattaforma on line da parte del Comune per la raccolta di donazioni. Se fossi Sindaca di Ferrara avrei assai meno preoccupazioni del sindaco di Niscemi, perchè qui non crolla la terra sotto i piedi ma si tratta soltanto di eseguire dei lavori e mi attiverei in tutti i modi per portarli a termine nel più breve tempo possibile al fine di ridare dignità ai proprietari e agli inquilini che hanno legittimamente pagato e che hanno subito un raggiro. Con eventuali espropri il Comune potrebbe anche acquisire in tempi brevi ulteriori alloggi da affittare a prezzi calmierati alle famiglie in lista d’attesa per un’abitazione.

Tutto questo può ancora farlo il Sindaco in carica per onorare le richieste disperate dei propri cittadini evacuati.

Io intanto nel mio piccolo devolvo alle associazioni di volontariato il gettone di presenza di consigliera del M5S.

*Gruppo Consiliare M5S

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