“Occorre potenziare l’unica filiera dello zucchero italiano, garantendo un giusto reddito ai produttori, salvaguardando l’occupazione e un indotto strategico per il Paese. Non possiamo assolutamente permetterci di perdere questa filiera, 100% made in Italy”.
Lo afferma il presidente della Sezione Bieticola di Confagricoltura Ferrara, Alessandro Brognara, che prosegue: “La sospensione delle attività presso lo zuccherificio di Pontelongo, in provincia di Padova, ancorché al momento limitata all’anno in corso, è un segnale preoccupante, che evidenzia il declino di una coltura strategica per il Paese, dovuta alle difficoltà di coltivazione riscontrate negli ultimi anni per effetto del cambiamento climatico e la messa al bando di quei principi attivi che in passato consentivano l’efficace contrasto delle fitopatie, come cercospora e lisso, condizioni che hanno ridotto la resa media in campo e scoraggiato molti agricoltori a proseguire nella coltivazione in condizioni particolarmente difficili”.
“La barbabietola da zucchero è coltura strategica anche perché fondamentale nell’ambito delle rotazioni agricole – continua Alessandro Brognara – nutre il terreno rendendolo fertile per altre coltivazioni e migliora la struttura del suolo. Di rilievo è anche l’impronta di carbonio, in quanto un ettaro di barbabietola da zucchero ha la stessa capacità di assorbimento della CO2 di un ettaro di bosco. La filiera dello zucchero rappresenta inoltre un eccellente esempio di circolarità: le polpe surpressate, sottoprodotto della lavorazione della barbabietola, vengono impiegate per la produzione di energia elettrica da biogas e per l’alimentazione animale. L’auspicio è che le istituzioni intervengano in tempi celeri a supporto di una produzione che rappresenta un patrimonio economico, di storia, cultura e valori”.
“I danni causati dagli attacchi da parte di specie infestanti e l’impossibilità di mettere in atto un’efficace difesa delle coltivazioni a causa del divieto di utilizzo degli agrofarmaci in precedenza impiegati, hanno determinato un calo significativo delle rese per ettaro, l’aumento dei costi di produzione e una insufficiente redditività per le aziende agricole, molte delle quali, soprattutto nel Veneto, hanno cessato l’attività”. E’ il presidente di Confagricoltura Ferrara, Francesco Manca, ad intervenire, puntualizzando che: “Se da un lato le attuali condizioni costringono i produttori a non potersi concedere alcun margine di errore nella coltivazione di questa coltura, ricorrendo alle migliori tecniche agronomiche, dall’altro deve essere garantita un’efficiente assistenza tecnica, una efficace pianificazione logistica, la piena trasparenza di tutte le operazioni di campagna assicurando la piena efficacia dei messaggi informativi ed il rispetto delle informazioni veicolate, in particolare per quanto riguarda i periodi di estirpo”.
“Tutti gli attori della filiera devono dare il massimo contributo per fare in modo che questa coltura tenga nei nostri areali, e confidiamo che la dirigenza di Coprob Italia Zuccheri affronti in modo lungimirante questa situazione”, ha aggiunto il presidente di Confagricoltura Ferrara, che ha concluso affermando che “anche la ricerca deve fare la sua parte, fornendo nuovi strumenti a difesa delle produzioni. Perché il futuro della coltivazione della barbabietola da zucchero passa anche dai progressi della genetica e da una rinnovata efficiente difesa fitosanitaria”.
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