Politica
3 Marzo 2026
Zonari (La Comune) chiede trasparenza su presidio antincendio, atti amministrativi e responsabilità per gli accessi del 3-4-5 marzo

Grattacielo, 30 euro per accedere: “Chiarire chi ha deciso e su quale base normativa”

di Redazione | 2 min

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Un’interrogazione formale al sindaco per fare luce sulle modalità di accesso temporaneo agli appartamenti dichiarati inagibili nelle Torri A, B e C del Grattacielo di Ferrara. A presentarla è Anna Zonari, del gruppo consiliare La Comune di Ferrara, dopo la comunicazione ai residenti della possibilità di rientrare nelle proprie abitazioni nelle giornate del 3, 4 e 5 marzo.

Si tratta di un’apertura attesa da tempo da molte famiglie che, come evidenziato da Zonari, non possono accedere ai propri alloggi per recuperare “effetti personali, documenti, farmaci, materiali di studio e strumenti di lavoro”.

L’accesso, tuttavia, è subordinato al pagamento di 30 euro per ogni appartamento e per ogni ingresso della durata di 45 minuti, quale contributo per un servizio di vigilanza antincendio affidato a una società privata. Nel testo si sottolinea con tono critico: “30 euro ogni 45 minuti per entrare nella propria casa”.

“Una modalità che solleva interrogativi rilevanti e che mi ha portato alla presentazione di un’interrogazione formale al sindaco”, si legge nel comunicato sull’interrogazione inviato da Zonari. Il punto, viene precisato, non è la sicurezza in sé. “Il punto cruciale non è la sicurezza, che rappresenta una priorità assoluta per tutti e tutte, ma la necessità di comprendere con chiarezza chi abbia disposto quesata modalità operativa e su quale base normativa”.

L’interrogazione chiede di accertare se l’obbligo del presidio antincendio a pagamento derivi da un’indicazione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, se esista un atto amministrativo che lo imponga, se siano stati acquisiti più preventivi e se i proprietari siano stati coinvolti tramite regolare assemblea condominiale, oppure se si tratti di una scelta autonoma dell’amministratore o direttamente del sindaco.

Nel comunicato si evidenzia che “sono in gioco diritti fondamentali, come il diritto alla sicurezza, ma anche diritti soggettivi come il diritto di proprietà e il diritto a rientrare, seppur temporaneamente, nella propria abitazione per recuperare beni essenziali”. Per questo motivo, si sostiene, ogni limitazione deve essere motivata, proporzionata e fondata su presupposti chiari e formalmente definiti.

Tra le richieste avanzate all’Amministrazione comunale vi è quella di chiarire quale sia il rischio concreto e attuale che renderebbe indispensabile un presidio antincendio durante accessi limitati e autorizzati, quali siano i requisiti tecnici richiesti e chi assuma la responsabilità giuridica delle modalità comunicate ai residenti.

“L’obiettivo è semplice: garantire trasparenza, certezza delle regole e piena tutela dei cittadini”, si legge nel documento, che denuncia inoltre come le persone coinvolte siano “completamente all’oscuro delle decisioni che vengono prese”.

Infine, viene sollecitato un riscontro scritto da parte dell’Amministrazione, con l’auspicio, data l’urgenza, “di non dover attendere i 30 giorni massimi previsti dal regolamento comunale”.

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