“Le recenti dichiarazioni del direttore del Parco del Delta, dottor Costa, richiedono una precisazione puntuale sul piano tecnico e giuridico. Le osservazioni formulate da CittadinanzaAttiva non riguardano la pianificazione di lungo periodo – né mettono in discussione progetti strutturali come Progetto DiscovER – bensì la mancata attivazione di interventi di somma urgenza in presenza di condizioni emergenziali oggettive”.
Inizia così la risposta di Giovanni Gelli (coordinatore provinciale di Cittadinanza Attiva Er) a direttore del Parco del Delta. “Negli ultimi 16 mesi – prosegue – si sono verificati due episodi di acqua alta eccezionale nelle Valli di Comacchio. Chiariamo bene: per acqua alta nelle valli non si intende soltanto un superamento statico di 10–12 cm rispetto al livello medio gestionale, ma un innalzamento associato a moto ondoso erosivo, capace di compromettere argini, sponde e piste arginali”.
Spiega quindi che il sito Natura 2000 “Valli di Comacchio” è “regolato da un Piano di gestione elaborato dalla Regione Emilia-Romagna, recepito dallo Stato e validato in ambito europeo ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE”. Un Piano che “prevede azioni onerose; contempla l’attivazione delle elettropompe in caso di necessità e impone la tutela attiva degli habitat e delle infrastrutture arginali. Non è un documento programmatico generico ma un atto amministrativo vincolante”.
“Gli enti gestori – prosegue -, nel momento in cui assumono la responsabilità di applicarlo, si assumono anche il dovere di attivare le misure previste quando le condizioni lo richiedono. Se durante eventi meteorologici estremi il mare non riceve – nemmeno in condizioni di bassa marea – l’inerzia gestionale può tradursi in aggravamento del danno. Nel diritto italiano, l’intervento di somma urgenza è disciplinato dall’art. 163 del D.Lgs. 50/2016 (ora confluito nel nuovo Codice Appalti); dai principi generali di protezione civile nonchè dall’art. 97 della Costituzione (buon andamento e imparzialità) e dal principio di leale collaborazione tra enti pubblici (art. 120 Cost., giurisprudenza costituzionale costante)”.
“La somma urgenza – aggiunge – si attiva quando vi è pericolo attuale, quando il danno è imminente o quando il ritardo nell’intervento aggraverebbe la situazione. Non riguarda soltanto il rischio per centri abitati o viabilità primaria. Riguarda anche la tutela di beni pubblici e infrastrutture strategiche”.
E ancora: “L’Argine degli Angeli – infrastruttura ciclopedonale di rilevanza internazionale – presenta cedimenti e collassi di sponda documentati. Qui la questione non è meramente turistica ma anche patrimoniale e ambientale: erosione da moto ondoso, instabilità del piano di calpestio e compromissione della funzione arginale. Il danno a un argine non è solo paesaggistico, è anche un danno idraulico. Quando si afferma che l’attivazione delle elettropompe è “onerosa”, occorre ricordare che la gestione emergenziale comporta costi per definizione. A Venezia il sistema MOSE viene attivato ogni qualvolta necessario. Nei terreni di bonifica dell’Emilia-Romagna, la subsidenza è contrastata da sistemi idrovori permanenti; la funzionalità agricola è garantita da pompe e canali circondariali; l’emergenza non è lasciata al decorso naturale. Le Valli di Comacchio non possono essere trattate diversamente quando si tratta di tutela del bene pubblico”.
Si concedono quindi una breve digressione su un tema dibattuto in questi giorni quello del riallagamento di terreni di bonifica. “CittadinanzaAttiva – spiega – non è pregiudizialmente contraria a processi di rinaturalizzazione graduale. Ma richiama due dati tecnici: i territori torbosi sono soggetti a incendi sotterranei ricorrenti. La subsidenza colpisce sia le aree vallive sia i terreni bonificati. Un approccio corretto è graduale, sperimentale, monitorato, accompagnato da misure compensative”.
Cittadinanza Attiva, riprende Gelli dopo la digressione, ha “formalmente proposto alla Prefettura di Ferrara la convocazione di un tavolo interistituzionale non per polemica ma per attuare il principio costituzionale di leale collaborazione tra i vari Enti pubblici coinvolti. La Costituzione impedisce il rimpallo di responsabilità ed impone il coordinamento”.
“La questione – spiega – non è se esistano progetti in corso o futuri. La questione è se, in presenza di due eventi eccezionali in 16 mesi siano state attivate tutte le misure previste dal Piano; se siano state utilizzate le elettropompe quando il mare non riceveva; se sia stato richiesto l’intervento degli enti superiori in caso di insufficienza di risorse. Se l’intervento è troppo oneroso per un ente, la soluzione non è l’inazione ma l’attivazione del livello superiore di governo. Le Valli di Comacchio non sono soltanto un paesaggio. Sono un sistema idraulico complesso, un sito Natura 2000, un patrimonio pubblico”.
“La somma urgenza – conclude – non è una scelta politica discrezionale. È un obbligo giuridico quando il rischio è attuale. Il tema non è la polemica ma un richiamo alla responsabilità. E la responsabilità, nel nostro ordinamento, non può essere sospesa in attesa di progetti futuri”.
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