Tutti siamo sconvolti per l’ennesimo intervento militare, ma nello stesso tempo nessuno piange la morte del dittatore teocratico Ali Khamenei.
Oggi però più che mai la diplomazia, che ancora ragiona, dovrebbe portare l’equilibrio sulle regole per le quali esistono rapporti anche difficili tra gli stati.
Non facendolo, si lascia spazio alla giustificazione fittizia di interventi militare sulla base sempre della forza.
Se vogliamo che il mondo abbia una strada alternativa, questa cosa si dovrebbe assolutamente evitare.
Così facendo, questi interventi, giusti o sbagliati, avranno sempre e comunque una giustificazione.
Prevarrà la giustificazione del proprio punto di vista, azzerando di conseguenza il diritto internazionale.
Così si favorisce la nascita delle cleptocrazie e degli autoritarismi, che vogliono prevalere sempre , gli uni sugli altri, fino a dimenticare il giusto dallo sbagliato.
Mai come oggi, quel poco di diplomazia che rimane in questo guazzabuglio, dovrebbe dare un segnale di vita, cercando di riportare la barra sulle impostazioni di enti, quali L’ONU, dove discutere e trovare tavoli tecnici per la risoluzione di tutte le diatribe che potranno esserci in futuro.
Sempre mai come oggi, l’ONU forse tocca il suo punto più basso, ma ricordiamoci, che se ha perso di credibilità è assolutamente colpa della nostra classe politica e diplomatica, che non ha saputo difenderlo.
Ci è stato donato in eredità e noi l’abbiamo perso.
Questo non vuole dire azzerare le guerre, dico ad alta voce MAGARI, ma significherebbe per il mondo avere una cattedra su cui contare per la giustizia mondiale in divenire.
Ci rimane soltanto sperare, che il mondo non si faccia troppo male, con tutti questi giocattoli militari in giro.
La strada tracciata purtroppo non è buona.
Andrea Pambianchi
Gruppo consiliare di minoranza comune d Lagosanto