di Tommaso Vissoli
Oltre alle parole di Fabio Cavallari che li ospita abbiamo raccolto anche quelle del padre della famiglia camerunese attualmente ospitata dopo essere evacuata dalla Torre B del Grattacielo a seguito dell’incendio dell’11 gennaio scorso.
Come avete vissuto i giorni dell’evacuazione?
“È stato difficile, ma io sono una persona ottimista. Non è successo un dramma irreparabile, non è morto nessuno, e questo è l’importante. In quei giorni siamo stati aiutati da amici. Se fossi stato da solo non avrei avuto particolari problemi, ma la mia preoccupazione principale era la mia famiglia e mio figlio piccolo di otto mesi”.
Qual è stato il momento più difficile?
“Sicuramente i giorni successivi all’evacuazione. All’inizio eravamo convinti che saremmo tornati a casa nel giro di due settimane. Vivevamo nella Torre B al 17esimo piano e pensavamo fosse solo una sistemazione temporanea. Quando abbiamo capito che i tempi sarebbero stati più lunghi, è stato il momento più duro”.
Come vi siete messi in contatto con chi vi sta ospitando?
“Il giorno dello sgombero abbiamo cercato soluzioni diverse. Il bambino più piccolo e la mamma sono stati ospitati da un amico. Io sono andato prima al Palapalestre, poi per circa una settimana sono stato ospitato da un amico e infine sono andato al centro sociale Quadrifoglio. Lì, attraverso alcune conoscenze e grazie alla disponibilità di Mirella e Fabio, abbiamo trovato questa possibilità. Ci è stato detto che erano pronti ad aiutare chiunque fosse in difficoltà, soprattutto famiglie con bambini piccoli”.
Com’è la vostra quotidianità adesso?
“Io continuo a lavorare. Per noi l’aspetto positivo è che il bambino stia vivendo in un ambiente italiano e stia imparando la lingua molto velocemente. La mamma è in in Italia stabilmente da due mesi e l’inserimento sta andando molto bene. Inizialmente parlava solo francese ma adesso inizia anche a saper scrivere qualcosa in italiano”.
I bambini stanno riuscendo a frequentare regolarmente le attività?
“Il nostro piccolo ha 8 mesi e abbiamo fatto domanda per l’iscrizione al nido, in vista di settembre 2026. Mirella e Fabio ci stanno aiutando a mettere in regola tutta la complessa documentazione che c’è da proporre e anche per questo lì ringrazierò sempre”.
Qual è la vostra principale preoccupazione in questo momento?
“La stabilità. Sapere dove potremo vivere nei prossimi mesi è la cosa più importante per noi. La mamma vorrebbe riprendere gli studi di digital marketing e io continuare a lavorare nel campo delle indagini ambientali. Stiamo quindi cercando una soluzione che ci permetta di restare a Ferrara e di continuare a lavorare”.
Cosa chiedete alle istituzioni?
“Chiediamo soprattutto certezze e tempi chiari. Per una famiglia è fondamentale poter programmare il futuro, soprattutto quando ci sono dei bambini”.
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