Economia e Lavoro
1 Marzo 2026
Il modello cooperativo punta su Comunità energetiche, idrogeno e formazione per trasformare l’emergenza in strategia strutturale

Transizione energetica, la cooperazione accelera da Ferrara a Modena

di Redazione | 4 min

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Dall’emergenza del 2022 a una fase strutturale e proattiva. La transizione energetica in Emilia-Romagna entra in una nuova stagione e la cooperazione rivendica un ruolo da protagonista, soprattutto nei territori di Ferrara e Modena, dove si concentrano alcune delle esperienze più avanzate.

Il contesto è noto: dopo l’invasione dell’Ucraina e la drastica riduzione delle forniture di gas russo – passate dai 150 miliardi di metri cubi del 2021 a meno di 52 miliardi nel 2024 – l’Europa ha accelerato sulla diversificazione energetica. in parallelo, l’Agezia internazionale dell’energia parla di “Age of Electricity”, con una domanda globale in crescita e un forte impulso alle rinnovabili, mentre il nodo infrastrutturale e quello dei prezzi restano centrali.

Anche l’Emilia-Romagna si muove su tre direttrici: efficienza energetica, Comunità energetiche rinnovabili e sviluppo di nuove filiere tecnologiche come l’idrogeno. In questo quadro si inserisce il posizionamente di Legacoop Emilia-Romagna, che già nel documento congressuale del 2023 metteva nero su bianco: “L’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime si sono ribaltati su tutte le filiere determinando un aumento dei costi che si stanno riflettendo sui listini delle imprese e sui prezzi finali per il consumatore. Servono ulteriori strumenti per gestire questa situazione. […] È necessario un forte coinvolgimento delle Associazioni imprenditoriali e sindacali per gestire tali provvedimenti. […] Infatti, la modifica dei modelli di consumo dell’energia e lo sviluppo delle energie alternative sarà un grande processo di apprendimento collettivo, di adeguamento dei comportamenti delle imprese ma anche delle singole persone”.

Una visione che lega strettamente transizione energetica e coesione sociale.

Hand of male holding a light bulb and copy space for energy, ideas and creative concept.

Ferrara e Modena, il laboratorio estense

È però sul territorio estense che la strategia cooperativa assume contorni particolarmente concreti. “Il tema dell’energia rappresenta oggi uno degli ambiti strategici su cui Legacoop Estense sta concentrando il proprio impegno in termini di innovazione, sostenibilità e sviluppo competitivo delle cooperative associate”, spiega Chiara Pederzini di Legacoop Estense.

A Ferrara, insieme a Modena, l’associazione sta sostenendo la nascita e il consolidamento delle Comunità energetiche rinnovabili in forma cooperativa: “Le Cer che ad oggi abbiamo affiancato nelle due province sono tre e rappresentano un esempio concreto di come la cooperazione possa tradurre la transizione energetica in valore condiviso per le comunità locali”.

Uno strumento chiave è lo Sportello Energia, pensato per accompagnare le imprese nelle scelte strategiche, intercettando partner qualificati e opportunità di finanziamento. Ma il salto di qualità si gioca anche sull’innovazione industriale.

Tra i casi emblematici figura il Cpl Concordia, protagonista del progetto Hydrogen Valley di Modena. l’iniziativa punta alla produzione di idrogeno tramite elettrolisi dell’acqua, utilizzando energia rinnovabile, con una destinazione precisa: Il trasporto pubblico locale. un passaggio che rafforza la prospettiva di ddecarbonizzazione dei trasporti e dell’industria, con ricadute dirette anche sull’area ferrarese in termini di filiera e competenze.

Non meno strategico il fronte della formazione. Dal 2023 Legacoop Estense sostiene il Polo Tecnologico Universitario di Carpi, parte del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari di Università di Modena e Reggio Emilia, contribuendo all’indirizzo del corso di laurea magistrale in Sustainable Industrial Engineering per allineare l’offerta formativa ai bisogni delle imprese cooperative di Ferrara e Modena.

Dall’emergenza alla governance

A livello regionale, il cambio di passo è evidente. “I costi, la sicurezza degli approvvigionamenti, la crescita della domanda elettrica e la necessità di rafforzare reti e infrastrutture hanno cambiato il quadro in modo strutturale”, sottolinea Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna. “Ma non basta inseguire l’emergenza né limitarsi alla gestione del costo energetico. Serve una capacità collettiva di orientare il cambiamento, con scelte che rafforzino autonomia, resilienza e qualità dello sviluppo”.

Il passaggio è chiaro: “Oggi siamo in una fase diversa rispetto all’emergenza del 2022. La transizione richiede pragmatismo ed è necessaria una strategia industriale coerente e senza impostazioni ideologiche in grado di garantire equilibrio”.

È proprio su questo equilibrio – tra sostenibilità ambientale, competitività e coesione sociale – che Ferrara e il sistema estense stanno giocando una partita decisiva. Con un modello cooperativo che, dalle Comunità energetiche all’idrogeno, punta a trasformare la transizione in leva di sviluppo territoriale duraturo.

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