Comacchio. Critiche “cicliche e ricorrenti”, “non supportate da dati reali”, sulla gestione delle acque nelle Valli. L’Ente Parco Delta del Po risponde punto su punto alle osservazioni delle ultime settimane – comprese quelle di CittadinanzAttiva – rivendicando investimenti, monitoraggi in tempo reale e risultati ambientali “tangibili” conseguiti negli ultimi cinque anni nelle Valli di Comacchio.
Dal 2021 sono state installate sette sonde multiparametriche, fanno sapere dall’ente, che trasmettono in continuo i dati fisico-chimici delle acque: due grazie alla collaborazione con Car e Unife, cinque nell’ambito del progetto Por-Fesr DiscovER con l’Università di Bologna, finalizzato alla costruzione del “gemello digitale” delle Valli. Informazioni in tempo reale che, sottolinea il Parco, sono la base per una gestione tempestiva.
Riorganizzata anche la squadra operativa: l’ex personale dell’Azienda Speciale è confluito nell’Unità Presidio del Territorio, coordinata direttamente dal Direttore. Dal 12 febbraio, ad esempio, è stata sospesa l’immissione di acqua dolce dal Reno: salinità ritenuta ottimale (al 26%) e livello idrico già verso le medie alte stagionali, complici piogge intense e scarse basse maree efficaci.
Il Parco richiama poi il tema della subsidenza: dal 1900 il fondale si è abbassato di oltre un metro, con perdita di dossi utili a vegetazione alofita e nidificazione di caradriformi. Per compensare, sono stati realizzati nuovi rilievi (2022-2023) e, tra 2024 e 2025, è stato ripristinato un grande dosso in Valle Lamenterio, storico sito di nidificazione dei fenicotteri fino al 2017, con fondi regionali. Altri due interventi, in area Argine degli Angeli, sono stati appaltati con risorse Por-Fesr.
La subsidenza incide anche sulla reale profondità: per ottenere 50 cm medi d’acqua non basta +10 cm sul medio mare, ma occorrono quote tra -20 e -30 cm.
La circolazione interna, assicura l’Ente, è costantemente mantenuta con fondi del Programma Operativo Valli di Comacchio. Tra 2021 e 2022 è stata sistemata in modo strutturale la foce del canale Bellocchio; le foci Logonovo e Navigabile fanno capo alla Regione.
Sono in fase di conclusione i lavori straordinari alla chiavica a 15luci, principale manufatto idraulico delle Valli: revisione completa dopo quasi 50 anni e con 7 paratoie su 15 bloccate. Intervento complesso, che ha reso più difficile la gestione corrente, ma ritenuto non più rinviabile. In programma ulteriori opere su Bellocchio, Fattibello e Caldirolo.
Venendo più in dettaglio alle dichiarazioni circa i livelli idrici e la salinità fuori controllo, si evidenzia: Il livello previsto dal Piano di Gestione del sito Natura 2000 IT4060002 Valli di Comacchio prevede un massimo di +10 cm sul livello del mare, da diminuire durante la primavera e l’estate per favorire la nidificazione degli uccelli; durante l’autunno il livello dell’acqua inevitabilmente si alza per le attività di pesca al lavoriero, ma poi, grazie alla costante dedizione del personale dell’Ente Parco nella gestione delle chiaviche a mare, viene fatto diminuire, a partire da gennaio, fino ai minimi estivi di -20 cm sul medio mare, con una media annuale attorno allo 0, ben in linea con le previsioni del Piano di Gestione e con le esigenze degli uccelli nidificanti e delle piante tipiche delle valli salmastre.
Nell’inverno in corso 2025/26 l’acqua era a +14 cm al termine dell’attività di pesca, a fine dicembre; gestendo con attenzione e meticolosità le chiaviche per lo scarico naturale in condizioni di bassa marea è stata portata a +9 a gennaio; a febbraio, nonostante gli sforzi, a causa delle piogge e delle alte maree il livello è salito agli attuali +18 cm.
L’andamento dei livelli idrici nelle Valli di Comacchio segue perfettamente l’andamento delle precipitazioni idriche, perché “l’acqua non assorbe l’acqua” e ogni centimetro di pioggia che cade sul catino delle valli è un centimetro di acqua il più nella zona umida.
Lo svuotamento delle Valli di Comacchio viene effettuato sfruttando tutte le basse maree disponibili, aprendo le paratoie a mare in bassa marea e chiudendole in alta marea: questa prassi, attuata da sempre nella gestione delle Valli di Comacchio, è stata portata agli estremi, in senso positivo, negli ultimi due anni, grazie all’encomiabile operato della citata “Unità Presidio del Territorio”, non soltanto ad inizio 2024, ma anche nel 2025 e attualmente.
La salinità ottimale delle Valli di Comacchio è indicata dal Piano di Gestione pari al 25‰, con oscillazione fino a non oltre il 35‰ in estate; a metà 2021, quando l’attuale Direttore del Parco si è insediato, la salinità era superiore al 50‰. Attualmente, dopo la radicale modifica nella gestione delle acque apportata negli ultimi cinque anni, è attestata tra il 25‰ in inverno e il 35‰ in estate; praticamente perfetta.
Queste mutate condizioni, con il miglioramento delle caratteristiche fisico-chimiche delle acque e della gestione dei livelli, hanno comportato molti successi in termini di conservazione della natura e di valorizzazione dell’itticoltura tradizionale e dell’azienda faunistica del Comune di
Comacchio: La fanerogama marina Ruppia cirrhosa, fondamentale per l’ecosistema vallivo, ha fatto la sua comparsa nella porzione meridionale delle Valli di Comacchio, dopo circa 30 anni di assenza; sono ricomparse specie di Anatidi svernanti assenti da decenni, come l’alzavola (Anas crecca), con 694 esemplari nel gennaio 2026 e il moriglione (Aythya ferina), con 161 esemplari a gennaio 2026; il numero complessivo di Anatidi presenti nel periodo invernale è passato da una media di 1.081 esemplari nel quadriennio 2006/2009 agli attuali 3.569 dell’inverno 2005/26; La colonia nidificante di fenicotteri (Phoenicopterus roseus) è aumentata da circa 4.000 coppie nel 2021 a oltre 8.000 coppie nel 2025; la pesca dell’anguilla (Anguilla anguilla) è passata da circa 30 quintali in media negli ultimi dieci anni, a oltre 65 quintali nel 2025.
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