Nicola Lodi è pronto per tornare in municipio. Lo dice lui stesso, fuori dall’aula di tribunale, pochi minuti dopo la sentenza pronunciata dal giudice Sandra Lepore, che lo ha assolto dalle accuse di diffamazione aggravata e interferenze illecite nella vita privata per il caso di via Scalambra.
A giugno infatti, con la data del processo d’appello ancora da fissare, l’ex vicesindaco potrebbe nuovamente salire i gradini dello Scalone dopo la fine della sospensione dettata dalla Legge Severino che, dal dicembre 2024, dopo la condanna a 2 anni e 10 mesi per il caso Cidas, gli nega la possibilità di ricoprire incarichi pubblici per 18 mesi.
“Non ho mai smesso di lavorare. Anzi, dietro le quinte, con i cittadini e i residenti, ho continuato a farlo e quindi, pronto o non pronto, a breve avrete novità abbastanza impattanti circa la mia nuova attività” afferma, rispondendo a chi gli chiede se sia già pronto a tornare in sella.
Ancora non è chiaro quale ruolo occuperà. Di sicuro, un eventuale rientro in giunta dovrà prima essere vagliato dal sindaco Alan Fabbri, dato che Lodi – dopo la condanna di primo grado – ha rassegnato le proprie dimissioni dalle cariche che stava ricoprendo fino a quel momento.
“Deciderà Alan, decideranno i voti dei cittadini, decideranno tutte quelle persone che, in questi mesi, se date un’occhiata alla mia pagina social, quando pubblico, chiedono il mio rientro” spiega. “Alan è un fratello, un amico, abbiamo sempre deciso insieme e lo faremo anche in questa circostanza”.
Come? “Davanti a una bella birra in un bar di Scortichino. Lì – chiude – decideremo quale strada intraprendere”. Per il momento, comunque, Lodi preferisce non sbilanciarsi e – alla domanda se vorrebbe avere nuovamente le proprie deleghe – risponde con un secco: “Non so, vedremo“.
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