Cosa cambierebbe davvero nella vita dei cittadini se vincesse il Sì al referendum costituzionale? E quali sarebbero le conseguenze sugli equilibri democratici del Paese? A queste domande si propone di rispondere l’incontro pubblico “La costituzione non va sacrificata”, in programma venerdì 27 febbraio alle 18.15 al Consorzio Factory Grisù.
L’iniziativa, promossa dalla scuola politica del Movimento 5 Stelle e dall’associazione Agende Rosse, in collaborazione con Antimafia Duemila, nasce con l’obiettivo di “offrire ai cittadini strumenti concreti per comprendere il contenuto delle modifiche costituzionali sottoposte a referendum, andando oltre slogan e semplificazioni spesso strumentali”.
Al centro del dibattito, l’impatto che la riforma potrebbe avere sull’assetto della giustizia e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato. In particolare, si discuterà della separazione delle carriere dei magistrati, tema che, secondo i promotori, rischia di incidere profondamente sull’indipendenza della magistratura e sul principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
A portare contributi tecnici e giuridici saranno due voci autorevoli: l’avvocato penalista Fabio Repici, da anni legale della famiglia Borsellino nei processi legati alla strage di via D’Amelio, collegato da remoto, e l’avvocato civilista Domenico Morace, presente in sala. L’incontro sarà introdotto da Pietro Straforini, responsabile della scuola di formazione del Gruppo Territoriale M5S di Ferrara.
L’appuntamento ferrarese si inserisce in un contesto politico nazionale sempre più acceso. Il Movimento 5 Stelle rilancia infatti l’appello del suo presidente, Giuseppe Conte, che nei giorni scorsi ha invitato cittadini e cittadine a mobilitarsi: secondo Conte, la separazione delle carriere non è una riforma neutra, ma un passaggio che potrebbe indebolire il ruolo del pubblico ministero, esponendolo a pressioni del potere politico.
“Un timore che – dicono i promotori – richiama precedenti storici inquietanti. La separazione delle carriere era già presente nel programma della loggia P2 di Licio Gelli, un progetto che mirava a ridisegnare in senso autoritario l’assetto democratico del Paese”.
“La Costituzione italiana – aggiungono – è il frutto di una conquista storica, nata dalle macerie della guerra e del fascismo. Non è intoccabile, ma va modificata solo per rafforzare i diritti e le garanzie, non per ridurle”.
E concludono con l’invito “a non votare per appartenenza politica, ma per consapevolezza, approfondendo i contenuti della riforma e le sue possibili conseguenze”.
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