Eventi e cultura
27 Febbraio 2026
Dal 7 marzo al 28 aprile, l’Hotel Annunziata ospita il progetto espositivo dedicato alla fotografia contemporanea femminile

“Essere, Plurale, Femminile” la mostra fotografica di Valeria Ciardulli e Giulia Filippi

di Redazione | 2 min

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È dedicata alla fotografia contemporanea al femminile la programmazione artistica primaverile dell’Art Gallery dell’Hotel Annunziata di Ferrara.

Da sabato 7 marzo, fino al 28 aprile, gli spazi dell’Hotel ospitano “Essere, Plurale, Femminile” il progetto espositivo di Valeria Ciardulli e Giulia Filippi, due artiste la cui produzione sta ottenendo numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero.

La mostra nasce dall’incontro di due sguardi distinti ma complementari che, dialogando attraverso la fotografia, esplorano il tema dell’identità come esperienza plurale e in continua trasformazione.

Valeria Ciardulli e Giulia Filippi costruiscono un dialogo visivo in cui l’immagine diventa spazio di negoziazione identitaria, un territorio in cui corpo, ambiente e dettaglio quotidiano si trasformano in linguaggio.

Entrambe condividono una medesima tensione visiva: trasformare l’ordinario in pensiero, il dettaglio in linguaggio, la fotografia in spazio di consapevolezza. La loro ricerca non converge su uno stile comune, ma su una postura comune: usare l’immagine come luogo di negoziazione dell’essere.

Nelle fotografie delle due autrici l’autoritratto diventa un dispositivo narrativo, il corpo non è posa ma affermazione di presenza, strumento attraverso cui emozioni, fragilità, pressioni sociali e desiderio di libertà prendono forma visiva, gesto di esistenza prima ancora che gesto artistico.

Filippi utilizza il proprio corpo come territorio diretto di indagine, lo espone, lo altera, lo trasforma in strumento di riflessione sulle pressioni sociali e sull’imperfezione come diritto umano.

Ciardulli osserva il mondo esterno e lo filtra attraverso uno sguardo ironico, talvolta irriverente e comunicativo, rifiutando etichette e lasciando che sia l’immagine a parlare prima del ruolo. In entrambe, l’“io” è presente ma mai imposto: non cerca riconoscibilità, ma risonanza.

Le due artiste condividono una medesima tensione visiva: trasformare l’ordinario in linguaggio e la fotografia in spazio di consapevolezza. L’essere, nella mostra, non è mai singolare ma plurale, mobile e stratificato: un processo aperto più che una definizione. Gli oggetti comuni e gli spazi familiari assumono significato simbolico e contribuiscono alla costruzione dell’immagine, in un equilibrio tra comunicazione e introspezione, tra superficie e profondità, dove il colore assume valore psicologico e narrativo, la composizione diventa precisione espressiva e l’ironia agisce come gesto critico capace di sabotare la perfezione patinata e i modelli estetici imposti. In questo intreccio di surrealismo lieve, minimalismo formale e fotografia concettuale, la femminilità emerge non come ideale estetico ma come esperienza autentica, possibilità di esistere fuori dagli stereotipi, come libertà di essere molte senza dover scegliere una forma definitiva.

La mostra riunisce stampe fotografiche e opere digitali, sia statiche sia animate, queste ultime proiettate sulle pareti della hall e della Library Room dell’Hotel. Un percorso visivo che amplia l’esposizione e restituisce la ricchezza e la varietà della ricerca artistica delle due autrici.

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