Politica
7 Aprile 2026
La Regione punta su biodiversità e sviluppo sostenibile. Durante la Commissione territorio dalla maggioranza si rileva l’importante lavoro che si sta portando avanti in regione, critiche invece dall’opposizione che sollecita progettualità più attente alle esigenze dei territori

Mab-Unesco. Sostegno al Delta del Po per il meeting mondiale dei giovani sulla biosfera

di Redazione | 5 min

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Potenziare il sistema regionale dei Mab-Unesco in modo da aumentare la conservazione della biodiversità e la protezione degli ecosistemi. Sostenere il Mab del Delta del Po che quest’anno ospiterà il meeting mondiale dei giovani sulla biosfera.

L’impegno della Regione Emilia-Romagna nell’investire su progetti rivolti alla promozione dello sviluppo sostenibile, coinvolgendo le comunità locali nella gestione delle risorse naturali, è emerso nel corso della commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Paolo Burani, che ha effettuato l’audizione dei rappresentanti dei Mab-Unesco in Emilia-Romagna.

“Mab (Man and the Biosphere) – spiega il presidente Burani – è un programma dell’Unesco che ha l’obiettivo di promuovere un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile. Le riserve della biosfera sono dei laboratori in cui promuovere attività di ricerca collegata all’ambiente, favorendo il coinvolgimento delle comunità locali”.

In Emilia-Romagna sono tre le riserve della biosfera Mab-Unesco, nate tra il 2015 e il 2021: l’Appennino tosco-emiliano, il delta del Po e il Po grande. Intervenuti in commissione i rappresentanti di queste aree sono stati concordi nel sottolineare l’importanza dell’attività dei loro progetti nella tutela di una biosfera sempre più a rischio. Un impegno, quello dei Mab dell’Emilia-Romagna, che trova anche riconoscimenti internazionali visto che quest’anno il Mab del Delta del Po ospiterà anche il meeting mondiale dei giovani sulla biosfera incentrato sul valore dell’acqua.

Le attività dei Mab hanno trovato il sostegno dei consiglieri del centrosinistra che ne hanno sottolineato l’importante lavoro, mentre il centrodestra ha avanzato critiche e sollecitato progettualità più attente alle esigenze dei territori.

Per il Mab del Delta del Po è intervenuta Aida Morelli: “Parliamo – ha detto – di una rete, l’obiettivo è quello di avvicinare l’uomo alla biosfera, ogni riserva sviluppa specifici programmi, diversi i progetti con il coinvolgimento delle scuole, altre iniziative si rivolgono all’imprenditoria femminile, c’è poi attenzione anche al tema della gastronomia collegata ai prodotti del territorio.Quest’anno il nostro MAB ospiterà anche il meeting mondiale dei giovani sulla biosfera, il tema centrale sarà quello dell’acqua”.

Per il Mab del Po grande è invece intervenuta Fernanda Moroni: “Tante le sfide da affrontare sul tema ambientale, con il nostro programma attiviamo specifiche strategia, cerchiamo di creare una visione su cui lavorare, un’opportunità per dialogare anche con i sindaci, i comuni a vocazione agricola sono i più vulnerabili rispetto ai cambiamenti climatici. C’è un programma di azione dettato dall’agenda Unesco, sono cinque le riserve sul fiume Po che condividono un impegno comune, dalle Alpi al mare, stiamo cercando sempre più, poi, di coinvolgere i giovani, per ricercare idee nuove su cui lavorare in futuro”.

Infine Fausto Giovanelli, per il Mab dell’Appennino tosco-emiliano: “Evidente anche in Italia la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico, due problemi di difficile risoluzione, con i MAB cerchiamo di affrontare questi problemi coinvolgendo anche le comunità territoriali, la nostra rete sta crescendo in tutto il pianeta, l’obiettivo è quello di mettere in relazione gli uomini con la biosfera, in Emilia-Romagna abbiamo attivato progetti specifici, finanziati attraverso bandi pubblici ma anche con il coinvolgimento del privato”.

La riserva Mab dell’Appennino tosco-emiliano, sul crinale tra Emilia-Romagna, Toscana e Liguria, copre oltre 220mila ettari, rappresentando un confine climatico tra Europa continentale e mediterranea, è caratterizzata da una straordinaria biodiversità (oltre il 70% di quella italiana) e da una forte impronta rurale con prodotti tipici come il parmigiano reggiano e il prosciutto di Parma. La riserva Mab del delta del Po comprende, invece, aree costiere e umide tra Emilia-Romagna e Veneto, in particolare la provincia di Ferrara, è un ecosistema unico caratterizzato dall’incontro tra acque dolci e salate, dove l’uomo ha storicamente modellato il paesaggio attraverso la bonifica e la pesca. La riserva Mab Po grande, poi, riguarda il tratto medio dell’asta del fiume, coinvolgendo 85 comuni tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, nella nostra regione tocca le province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, l’obiettivo è quello di valorizzare il Po come corridoio ecologico e risorsa economica per il turismo lento e l’agricoltura.

Nel dibattito successivo all’audizione, i consiglieri regionali hanno espresso posizioni articolate sul ruolo e sulle prospettive delle riserve Mab in Emilia-Romagna.

Dal centrosinistra è arrivato un sostegno convinto all’esperienza delle biosfere Unesco. Barbara Lori (Pd), promotrice dell’incontro in commissione, ha ribadito che le riserve non sono semplici parchi naturali ma “laboratori per la sostenibilità”, capaci di mettere in relazione pianura, montagna e mare attraverso progetti che puntano a rafforzare la capacità delle comunità di gestire in modo efficiente le risorse naturali. Sulla stessa linea Niccolò Bosi, Francesca Lucchi, Anna Fornili, Eleonora Proni e Matteo Daffadà (Pd), che hanno sottolineato la necessità di proseguire e rafforzare queste progettualità, evidenziando la connessione tra tutela ambientale, sviluppo economico, coesione territoriale e coinvolgimento delle amministrazioni locali. Per Daniele Valbonesi (Pd) il lavoro dei Mab è particolarmente rilevante anche alla luce dei cambiamenti climatici, mentre Ludovica Carla Ferrari (Pd) ha richiamato il valore identitario e turistico delle riserve, dall’Appennino tosco-emiliano al Delta del Po, anche in chiave di riequilibrio demografico.

Non sono mancate, tuttavia, osservazioni critiche da parte del centrodestra. Priamo Bocchi e Fausto Gianella (Fratelli d’Italia) hanno chiesto un maggiore impegno concreto sui temi della biosfera e interventi più efficaci, citando in particolare le difficoltà del Delta del Po, tra erosione costiera e carenza di una visione di lungo periodo. Alberto Ferrero (FdI) ha sollecitato una valorizzazione più incisiva dell’area deltizia, anche attraverso strumenti di riconoscibilità come un marchio dedicato, sottolineando il potenziale turistico ancora in parte inespresso.

Infine, Lodovico Albasi (Pd) ha posto l’attenzione sulla necessità di coinvolgere maggiormente il territorio piacentino, in particolare le aree montane, affinché la progettazione Mab risulti più equilibrata su scala regionale.

Nel complesso, il confronto ha confermato un ampio riconoscimento del valore strategico delle riserve Mab-Unesco per la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile, accompagnato però da richieste di rafforzamento progettuale e di maggiore attenzione alle specificità dei singoli territori.

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