Un testo che fece sorridere la Parigi del primo Settecento rinasce oggi in una nuova veste scenica, Arlecchino muto per spavento, arriva al Teatro Comunale Claudio Abbado Ferrara domenica 1° marzo alle ore 16.
Il muto per spavento, tra i canovacci più rappresentati nella capitale francese agli inizi del XVIII secolo, viene riproposto per la prima volta in epoca contemporanea come omaggio alla Commedia dell’Arte. È il 1716 quando dopo un lungo periodo di esclusione dalle scene francesi, i comici italiani riconquistano il pubblico parigino guidati da Luigi Riccoboni. Accanto a lui arriva un nuovo Arlecchino, il vicentino Tommaso Visentini. Ma si presenta un ostacolo non da poco: Visentini non conosce il francese.
Da questa difficoltà nasce un’intuizione teatrale brillante. Riccoboni costruisce un intreccio in cui il servo bergamasco è costretto al silenzio, ma per paura. Un espediente drammaturgico che diventa invenzione comica. Uno spettacolo dall’essenza artigianale della Commedia dell’Arte.
La vicenda riprende i meccanismi tipici della tradizione: amori ostacolati, promesse imposte, intrighi, minacce di duello e malintesi si intrecciano in una spirale di equivoci che trova nel silenzio forzato di Arlecchino un grande motore di azione. Convinto che un demone imprigionato in un anello possa tradire ogni sua parola e condurlo alla rovina, il servo sceglie di tacere. Ma, privato della voce, non perde certo l’inventiva: tra innamoramenti, rivalità e disastri combinati, il suo corpo e la sua maschera parlano più di qualsiasi battuta.
Un teatro per tutti. Questa nuova produzione incarna l’idea di un “teatro d’arte per tutti”: popolare ma rigoroso, capace di unire leggerezza e profondità. Dietro le maschere, tra risate e colpi di scena, affiora una riflessione sul teatro stesso e sul suo ruolo nella società. Dedicato alla memoria di Eugenio Allegri, lo spettacolo si propone come un ritorno alle radici per riattivare una memoria viva, capace di parlare al presente. In un mondo sospeso tra realtà e fantasia, dove gli equivoci si aggrovigliano prima di sciogliersi, Arlecchino muto per spavento celebra la forza del gioco scenico e la poesia di un teatro che, anche dopo lunghi silenzi, sa ritrovare la propria voce.
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