Giovedì 26 febbraio, alle 20:30, presso la chiesa di Santo Stefano (piazza Sant’Etienne), nell’ambito della Scuola di Teologia diocesana, si terrà una lezione in forma di concerto, dal titolo ‘Gregoriano: il canto al servizio della Parola di Dio’, in collaborazione col Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara.
L’entrata è libera.
A dare vita al concerto sarà la Schola gregoriana Ecce, diretta dal maestro Luca Buzzavi. Il concerto si tiene con la collaborazione di Aerco, Associazione Emilia-Romagna dei Cori.
Il concerto del 26 è l’inizio di un breve ciclo (il secondo e il terzo si concentreranno sulla musica di Bach) finalizzato a esplorare il rapporto tra la teologia e la musica.
La questione è “se” e “come” si possa esprimere il mistero di Dio con parole umane.
“Ogni teologia – secondo Giorgio Maghini, responsabile del settore cultura dell’Istituto “Casa Cini” – è un’esperienza di impotenza: sembra, talvolta, che la ragione e le emozioni non possano trovare un accordo nell’esprimere pienamente la relazione col divino. La musica è, senza alcun dubbio, il punto di sintesi più elevato che l’uomo abbia saputo raggiungere in questa sfida”.
Questo appare vero anche allo sguardo del musicista. Dice la professoressa Anna Maria Maggese, direttrice del Conservatorio di Ferrara: “Per la cultura occidentale, il rapporto tra parola e musica è inscindibile, sempre alla ricerca di mutua compenetrazione e significazione. Allorquando la musica raggiunge piena autonomia, fa derivare le proprie strutture logico-sintattiche dall’accento della lingua, permeando i suoni di significati altri e concedendole piena autonomia. Se nell’800 il Poeta diceva che là “dove le parole finiscono, inizia la musica”, nel ‘900 si dirà cinicamente che “la musica non è capace di esprimere altro che sé stessa”, sottolineandone la definitiva conquistata libertà. Nei tre incontri nella modalità di lezione concerto che il Conservatorio realizzerà in collaborazione con la Scuola teologica diocesana, verrà indagata ed ascoltata la Parola che si fa Suono, capace così di fondere due esperienze umane, quella intellettuale e quella emozionale, in un’unica protensione all’Infinito”.
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