“Mobilitiamoci per il consenso libero”: l’appello delle delegate Coop Alleanza 3.0
È un comunicato firmato dall'Attivo delle delegate e dei delegati di Coop Alleanza 3.0 a riaccendere il dibattito sulla riforma del reato di violenza sessuale
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“Davvero è solo una vicenda privata?” Chiude con queste parole il servizio di Alessandro Sortino andato in onda alla trasmissione televisiva Le Iene domenica 23 febbraio. Emergono però anche altre questioni: com’è stato possibile che persone che hanno comprato casa abbiano ottenuto l’agibilità dal Comune se la vicenda era nota da tempo; e se il sindaco vede come unica soluzione la vendita a un privato che ristrutturi tutto non si potrebbe definire “speculazione”?
Sedici minuti per ripercorrere ciò che è successo al Grattacielo dall’incendio dello scorso 11 gennaio fino all’evacuazione delle torri A e C derubricate dal sindaco di Ferrara a questione “squisitamente privata”. Una linea che Alan Fabbri mantiene anche di fronte al giornalista mentre tra gli intervistati di Sortino c’è chi nota: “Se prendi un quartiere e lo metti fuori di casa come fa a essere un problema privato”.
Tra gli intervistati anche una giovane proprietaria che ha comprato casa nel 2023 aprendo un mutuo per 32mila euro. È proprio lei a far vedere all’inviato la certificazione di agibilità che aveva richiesto alla precedente proprietaria prima di acquistare la casa, a produrre il documento è il Comune di Ferrara. “Se non è agibile – si domanda – perché mi hanno rilasciato questo?”
Fabbri ribadisce al giornalista, così come detto anche in un video sui suoi canali social, che la situazione si è raggiunta a causa dell’incuria dei proprietari. “I morosi però sono il 30% – fa notare Sortino – e a causa loro pagano tutti i proprietari”.
Tra i proprietari oltre al “re dei millesimi” Massimo Secchiero, leghista di lungo corso che possiede una decina di appartamenti acquistati all’asta per cifre comprese tra i 15 e i 22mila euro, c’è il Comune con una delle quote più rilevanti in millesimi. Comune che non vuole spendere soldi pubblici per risolvere la situazione e neanche garanzie bancarie.
Per il sindaco, raggiunto in un bar a Scortichino, si tratta di una questione complessa e per vederne la risoluzione si dovranno attendere “mesi o anni” e poi arriverà “qualcuno che comprerà”. “Una speculazione” suggerisce il giornalista mentre Fabbri cerca di controbattere sostenendo che “quelle cose le faceva chi mi ha preceduto”.
“Nessun lieto fine per le famiglie – nota Sortino che durante i giorni trascorsi a Ferrara ha avuto occasione per parlare di diversi sfollati – ma per qualche fondo immobiliare sì”.
E allora la proposta o, come la definisce nel servizio il “sogno”. Intervistato il presidente della Coop Castello, Loredano Ferrari, Sortino scopre che il Comune di Ferrara è proprietario di 750 appartamenti sfitti. Si tratta di alloggi popolari che, per la maggior parte, hanno la necessità di piccoli lavori per poter tornare agibili. Propone allora uno scambio: “Perché non pensare a uno scambio, a una permuta immobiliare” con i proprietari del Grattacielo che ne cedono una parte al comune e in cambio ricevono “una delle case pubbliche oggi inutilizzate”.
“Il Comune diventerebbe così proprietario dello stabile Grattacielo e potrebbe venderlo alle sue condizioni a un fondo immobiliare e con i fondi incassati potrebbe sistemare gli altri appartamenti pubblici o costruire nuove case popolari”.
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