Spettacoli
21 Febbraio 2026
Il matinée propone un percorso nell’evoluzione del concerto per tastiera attraverso tre pilastri della storia della musica occidentale

Quarto appuntamento per il Ferrara Piano Duo Festival

di Redazione | 2 min

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Domenica 22 febbraio alle 10.30 va in scena il quarto appuntamento del Ferrara Piano Duo Festival, organizzato dal Conservatorio Frescobaldi e inserito nella stagione di Ferrara Musica al Ridotto.

Propone un percorso nell’evoluzione del concerto per tastiera attraverso tre pilastri della storia della musica occidentale curato dagli allievi della classe di Daniele Borgatti al Conservatorio Frescobaldi. Il matinée al Ridotto del Teatro Comunale si apre con il Concerto n. 5 in fa minore BWV 1056 di Johann Sebastian Bach (solista Marco Merola, Asako Uchimura pianoforte II).

L’opera rappresenta un momento cruciale nella nascita del concerto per strumento a tastiera inteso in senso moderno. Sebbene Bach abbia attinto a materiale preesistente, la scrittura cembalistica qui raggiunge una maturità espressiva straordinaria. Proseguendo nel Settecento, il Concerto in sol maggiore Hob. XVIII: 4 di Franz Joseph Haydn (solista Valerio Cacciari, secondo pianista Diego Magli) ci porta nel cuore dello Stile galante e del Classicismo viennese più radioso.

Composto probabilmente intorno al 1770, questo lavoro riflette la transizione verso un pianismo brillante e una scrittura meno densa rispetto al Barocco, privilegiando la chiarezza melodica e l’eleganza formale. Il culmine della mattinata è affidato alla monumentale architettura del Concerto n. 5 in mi bemolle maggiore op. 73 di Ludwig van Beethoven, universalmente noto come “Imperatore”, solista Anna Govoni con Asako Uchimura secondo pianoforte. Composto nel 1809 durante l’assedio di Vienna da parte delle truppe napoleoniche, il brano segna l’apogeo del concerto solistico classico e ne scardina contemporaneamente i confini verso il romanticismo eroico.

Per tutte e tre le composizioni proposte, l’orchestra viene evocata dalla presenza del secondo pianoforte, una sfida tecnica che non è solo riduzione ma reinterpretazione cameristica, capace di esaltare la struttura architettonica e la densità tematica di ogni singolo capolavoro.

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