Attualità
20 Febbraio 2026
Stato di agitazione nazionale proclamato dai sindacati: in regione 9mila lavoratori attendono il rinnovo dei contratti scaduti da anni

Sanità privata e Rsa, protesta in crescita in Emilia-Romagna: coinvolta anche Ferrara

(Foto di archivio)
di Redazione | 2 min

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Riguarda anche la provincia di Ferrara e le sue strutture accreditate la mobilitazione dei lavoratori della sanità privata e delle Rsa in Emilia-Romagna, dove cresce la protesta per il mancato avvio delle trattative sul rinnovo dei contratti di settore.

A distanza di settimane dall’incontro istituzionale del 22 dicembre al Ministero della Salute, non è infatti arrivata alcuna convocazione del tavolo annunciato. Proprio per questo motivo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno proclamato lo stato di agitazione nazionale del personale, riservandosi ulteriori iniziative di mobilitazione.

In Emilia-Romagna la vertenza riguarda circa 9mila lavoratrici e lavoratori impiegati in oltre quaranta strutture sanitarie e residenziali accreditate. Nonostante la forte partecipazione allo sciopero del 22 maggio davanti alla sede della Regione Emilia-Romagna, ad oggi le trattative non sono ancora iniziate.

Secondo i sindacati, il settore della sanità privata rappresenta un pilastro del sistema sociosanitario regionale, ma continua a poggiare su contratti scaduti da otto e, in alcuni casi, tredici anni. Una situazione che penalizza lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali, spesso rivolti alle persone più fragili, senza prospettive di rivalutazione salariale o aggiornamento normativo.

La difficoltà nel reperire personale sanitario rende il quadro ancora più critico: retribuzioni ferme e contratti non rinnovati rendono sempre meno attrattivo il lavoro nelle strutture accreditate e, avvertono le organizzazioni sindacali, rischiano di incidere sulla qualità dei servizi per i cittadini.

Le sigle chiedono inoltre un intervento istituzionale regionale, ricordando gli impegni assunti dall’assessore alla sanità durante lo sciopero nazionale del maggio 2025. Tra le richieste principali c’è il vincolo tra accreditamento delle strutture e applicazione dei contratti collettivi firmati dalle organizzazioni rappresentative.

Nel mirino finiscono anche le associazioni datoriali Aiop e Aris, accusate di subordinare l’apertura del confronto contrattuale all’aumento dei budget o all’aggiornamento delle tariffe. Per i sindacati, invece, il rischio d’impresa non può ricadere sui lavoratori e chi opera nel settore deve essere retribuito in modo adeguato.

Nei prossimi giorni, infine, nelle strutture emiliano-romagnole che presentano criticità saranno inviate richieste di sopralluogo agli organi competenti per verificare il rispetto dei parametri di accreditamento, in particolare su organici e standard qualitativi. Non si escludono ulteriori iniziative per dare visibilità a un comparto che garantisce assistenza e cura ma attende da troppo tempo il riconoscimento del proprio lavoro.

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