Spettacoli
20 Febbraio 2026
Terzo appuntamento della rassegna curata dal Conservatorio Frescobaldi per Ferrara Musica al Ridotto

Duo Piano Festival: Silvia Cuccurullo e Roberto Russo in concerto

di Redazione | 2 min

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Terzo appuntamento di Ferrara Duo Piano Festival, la rassegna curata dal Conservatorio “Frescobaldi” per Ferrara Musica al Ridotto, oggi venerdì 20 febbraio alle 17. L’evento vede la partecipazione attiva della classe di Silvia Cuccurullo, docente al Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, la cui attività didattica è qui rappresentata in dialogo diretto con la prassi esecutiva professionale.

Sarà al suo fianco Roberto Russo, pianista formatosi alla scuola di Maria Tipo e attivo interprete sia del repertorio solistico che cameristico, con un particolare interesse per il lavoro di revisione e trascrizione.

Il concerto esplora le possibilità espressive del duo pianistico attraverso tre sguardi differenti sulla storia della musica: l’evocazione modale, il rigore contrappuntistico e la narrazione tragica.

L’apertura è dedicata a Claude Debussy con le Danse sacrée et Danse Profane, composte nel 1904 su commissione della ditta Pleyel per testare le potenzialità dell’allora nuova arpa cromatica. In questa versione per due pianoforti, eseguita da Bianca Alice Giambalvo Dal Ben e Silvia Cuccurullo. Il programma prosegue con i Six études in canon form op. 56 di Robert Schumann, proposti nella trascrizione realizzata dallo stesso Debussy nel 1891.

L’opera originale, concepita da Schumann per il “pianoforte a pedali” (uno strumento dotato di una pedaliera simile a quella dell’organo), testimonia la profonda dedizione del compositore romantico allo studio del contrappunto bachiano. La rilettura di Debussy, interpretata da Silvia Cuccurullo e Angelica Bellettati, non si limita a una semplice trasposizione, ma redistribuisce le linee melodiche tra i due strumenti evidenziando la modernità della scrittura schumanniana.

La seconda parte del concerto è occupata dal Quartetto n. 8 di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, eseguito da Roberto Russo e Silvia Cuccurullo nella trascrizione curata dallo stesso Russo. Composto nel 1960 a Dresda in soli tre giorni, il quartetto è ufficialmente dedicato “alle vittime del Fascismo e della guerra”, sebbene sia universalmente riconosciuto come un’opera profondamente autobiografica, una sorta di requiem personale scritto in un periodo di profonda crisi esistenziale.

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