Politica
20 Febbraio 2026
Il consigliere, che precisa di intervenire nella sua veste professionale di ingegnere, propone l'unione delle due torri con passerella per raddoppiare le vie di fuga

Grattacielo. Rendine: “La sicurezza si costruisce con soluzioni tecniche, non slogan”

di Redazione | 2 min

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Interviene e propone una “riflessione di carattere tecnico” sul dibattito che riguarda il Grattacielo Francesco Rendine, consigliere comunale della Civica Alan Fabbri Sindaco che precisa di intervenire nella sua veste professionale, quella di ingegnere.

Un contributo, precisa, “maturato anche a seguito di un confronto con un amico ed ex funzionario del Corpo dei Vigili del Fuoco”.

“Uno dei temi ricorrenti – scrive Rendine – riguarda le criticità connesse alle vie di esodo in edifici a torre, questione che – com’è noto – assume particolare rilievo sotto il profilo della sicurezza antincendio e della gestione delle emergenze. In strutture sviluppate verticalmente, la concentrazione dei flussi di evacuazione lungo corpi scala interni può costituire un elemento di vulnerabilità, specie in scenari complessi”.

“Nel corso della conversazione – prosegue -, è emersa un’ipotesi progettuale tanto semplice quanto interessante: il collegamento tra le due torri in prossimità della sommità, mediante un percorso protetto e compartimentato, in modo da garantire due vie di fuga tra loro ragionevolmente contrapposte. Una soluzione di questo tipo, se tecnicamente ed economicamente praticabile e nel pieno rispetto della normativa vigente, potrebbe contribuire a ridurre in maniera significativa le criticità legate all’esodo, introducendo una ridondanza funzionale nel sistema di evacuazione e migliorando la resilienza complessiva dell’edificio”.

“È evidente – aggiunge – che ogni valutazione concreta spetta ai professionisti incaricati e agli enti competenti, sulla base di analisi progettuali approfondite e nel rispetto delle prescrizioni del Codice di prevenzione incendi. Tuttavia, ritengo utile che il dibattito pubblico si apra anche a soluzioni tecniche pragmatiche, capaci di coniugare sicurezza, razionalità progettuale e sostenibilità degli interventi. Quando si affrontano temi complessi come quello del ‘grattacielo’, il confronto dovrebbe fondarsi su competenze e proposte operative, non su posizioni aprioristiche”.

“La sicurezza – conclude – è un obiettivo che si costruisce attraverso soluzioni tecniche, non attraverso slogan. Con spirito costruttivo, auspico che ogni futura decisione tenga conto di tutte le possibili opzioni migliorative, valutandole con rigore e senza preclusioni”.

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