Ferrara ha commemorato nella mattina del 18 febbraio l’ottantunesimo anniversario della morte di Giovanni Palatucci, già Questore reggente di Fiume, scomparso il 10 febbraio 1945 nel campo di concentramento di Campo di concentramento di Dachau.
Nel piazzale della caserma Bevilacqua, sede della Questura, il Questore di Ferrara Nicola Falvella ha deposto una corona di alloro accanto all’ulivo e alla targa dedicati al funzionario di Polizia, insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile e riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato dalla deportazione numerosi ebrei durante le persecuzioni razziali.
Alla cerimonia hanno preso parte il prefetto Massimo Marchesiello, il presidente della Provincia Daniele Garuti, l’assessora comunale Chiara Scaramagli, il presidente della Comunità ebraica Fortunato Arbib, il rabbino capo Luciano Caro, il direttore del Meis Amedeo Spagnoletto, padre Orazio Bruno in rappresentanza del vescovo, oltre ai vertici provinciali delle forze dell’ordine e a una delegazione dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato.
Nato a Montella il 31 maggio 1909, Palatucci intraprese la carriera nella Pubblica Sicurezza dopo la laurea in Giurisprudenza. Dal 1937 fu responsabile dell’Ufficio Stranieri della Questura di Fiume e, successivamente, Questore reggente. In quegli anni si adoperò per aiutare ebrei e perseguitati politici, sottraendoli alla deportazione. Arrestato il 13 settembre 1944, fu imprigionato a Trieste e poi deportato a Dachau, dove morì a soli 36 anni a causa delle vessazioni e degli stenti subiti.
La commemorazione ha voluto rinnovare la memoria di un funzionario dello Stato che, in un periodo drammatico della storia europea, scelse di agire in difesa della vita e della dignità umana.
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