Attualità
18 Febbraio 2026
A guidare il percorso Chiara Zaneghetti, tarologa ferrarese

Chagall e Tarocchi: cosa unisce arte e simbologia dei Tarocchi?

di Redazione | 3 min

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Sono state circa quaranta le persone che hanno partecipato all’evento di approfondimento dedicato al dialogo tra l’arte di Marc Chagall e la simbologia dei tarocchi, un’esperienza che ha intrecciato cultura visiva, storia e risveglio interiore.

La giornata si è articolata in due momenti: una prima parte in cui i partecipanti, accompagnati da Chiara Zaneghetti e da una guida museale, hanno visitato la mostra del celebre pittore a Palazzo Diamanti, seguita da un incontro di studio durante il quale la tarologa ha esplorato le 22 lame degli Arcani Maggiori, facendo emergere profonde affinità simboliche tra le carte e le opere dell’artista, nonché del suo percorso personale come “testimone del suo tempo“.

«Per chi non conosce i tarocchi è importante fare luce su un aspetto — spiega Zaneghetti — parlano attraverso un linguaggio simbolico antico che aiuta anche a leggere stati emotivi, dinamiche interiori e passaggi evolutivi della persona, funzione alla quale la loro struttura simbolica si presta naturalmente. In passato furono utilizzati come carte da gioco e anche come strumento divinatorio, questo avviene ancora oggi, ma non ne parleremo in questa sede».

Le origini dei tarocchi non sono ancora del tutto definite: alcune tradizioni li collegano a radici molto antiche e li interpretano come la rappresentazione del viaggio dell’anima attraverso ventidue tappe di trasformazione e manifestazione.

«Anche Chagall — prosegue — ha dato forma, attraverso la sua pittura, a temi universali come l’amore, la metamorfosi e la ricerca di luce interiore attraverso la fede e l’amore».

Ferrara stessa custodisce un legame storico con i tarocchi: già nel 1442 erano noti come “carte da trionfi”, e fu Ercole I d’Este a commissionare un mazzo dipinto a mano in occasione delle sue nozze con Eleonora d’Aragona.

«Tra gli elementi che accomunano Chagall e le lame — sintetizza Zaneghetti — troviamo i colori intensi, il simbolismo, la dimensione onirica e i chiari riferimenti alla tradizione biblica ed esoterica. Pensiamo, ad esempio, alla Kabbalah o a dipinti che possono essere accostati alla figura della Papessa, così come alla presenza della rosa alchemica o del bouquet di fiori, interpretabile come richiamo all’Albero della Vita».

L’incontro si è quindi sviluppato attraverso l’analisi del viaggio del Matto attraverso gli Arcani Maggiori: un percorso simbolico che racconta le manifestazioni dell’esperienza umana e le tappe di consapevolezza che conducono, carta dopo carta, fino al compimento rappresentato dal Mondo.

Ogni lama è stata approfondita attraverso i suoi simboli principali, evidenziando quale passaggio evolutivo incarni e come questo possa riflettersi nella vita dell’individuo.

Per lasciare ai partecipanti strumenti concreti di avvicinamento alla materia, è stata inoltre consegnata una dispensa contenente parole chiave e accostamenti tra le opere di Chagall e gli Arcani Maggiori, così da permettere un approfondimento autonomo anche dopo l’incontro.

L’evento si è concluso con un aperitivo che ha permesso alla community nata online attorno al progetto di incontrarsi per la prima volta dal vivo, rafforzando un senso di appartenenza costruito nel tempo.

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