Attualità
18 Febbraio 2026
Dopo il decreto regionale che certifica oltre 6,7 milioni di contributi, il Comitato rivendica il proprio ruolo di vigilanza

Ricostruzione post sisma, il Cvr rilancia: “Il denaro pubblico non si tocca”

di Redazione | 3 min

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Il Comitato Verifica Ricostruzione (Cvr), organismo che da statuto si occupa della tutela del denaro pubblico, torna a far sentire la propria voce sul tema della ricostruzione post terremoto in Emilia Romagna. Un’attività che, spiegano dal Comitato, continua a suscitare reazioni critiche e prese di posizione polemiche.

“Evidentemente a qualche strano soggetto diamo fastidio”, affermano, rivendicando però la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’utilizzo dei fondi pubblici destinati al post sisma.

Al centro del recente intervento del Cvr vi è il decreto regionale n. 390 del 30 luglio 2025, con cui la Regione certifica in circa 6,7 milioni una parte dei contributi post sisma revocati e da restituire. Un dato che il Comitato considera significativo e che, a suo dire, confermerebbe la fondatezza delle numerose segnalazioni presentate negli anni.

Secondo quanto comunicato, una recente indagine conoscitiva interna avrebbe messo in evidenza una serie di provvedimenti adottati a seguito di esposti presentati dal Cvr, che nel tempo ammonterebbero a circa 140, molti dei quali ancora pendenti. Tra questi figurano ordinanze sindacali di revoca o rigetto di contributi nei Comuni di Cento e Terre del Reno, adottate tra il 2018 e il 2019, nonché diverse delibere di giunta relative alla costituzione in giudizio all’ente in procedimenti legati alla materia oggetto degli esposti.

Per il Comitato, la documentazione raccolta dimostrerebbe come numerosi procedimenti giudiziari abbiano effettivamente coinvolto questioni sollevate dal Cvr. A sostegno d questa tesi vengono richiamate anche sentenze definitive della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna, in particolare la n. 395 del 2021, e della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 242/2021 che avrebbero portato a condanne definitive in seguito a esposti presentati in passato dal Comitato.

Da qui la domanda, formulata in modo diretto; quanti milioni sono stati recuperati grazie all’attività del Cvr? Il quesito viene rivolto alla Regione, ai Comuni dell’Alto Ferrarese coinvolti e all’europarlamentare Stefano Bonaccini, che in una nota trasmissione televisiva aveva dichiarato che, quando si parla di soldi pubblici, “neanche un euro deve essere distolto”. Il Comitato chiede se sia fondata la cifra di 100 milioni di euro come ammontare complessivo delle somme oggetto di recupero o contestazione.

Non manca un riferimento critico anche a Obiettivo Cento, realtà vicina alle amministrazioni locali, che in un recente articolo ha ridimensionato l’efficacia degli esposti presentati nel tempo, definendoli più strumenti simbolici e comunicativi che iniziative capaci di produrre risultati concreti sul piano giudiziario o amministrativo. Una lettura che il Cvr respinge implicitamente, richiamando i provvedimenti, le costituzioni in giudizio e le sentenze definitive come prova dell’impatto della propria azione.

Il Comitato lega la propria battaglia a un contesto economico che definisce di grande ristrettezza diffusa, caratterizzato da stagnazione pluridecennale, redditi e pensioni bassi e da una sanità pubblica sempre più selettiva e difficile da raggiungere. In questo scenario, sostengono, tollerare o minimizzare lo spreco di denaro pubblico sarebbe un atto grave.

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