Lido degli Estensi. Prima udienza istruttoria ieri (martedì 17 febbraio) mattina, davanti al giudice monocratico Giuseppe Palasciano del tribunale di Ferrara, per il processo relativo alla morte di Mirko Balzanelli, il 36enne turista veronese annegato più di cinque anni fa, durante il pomeriggio del 20 agosto 2020, nelle acque del Lido degli Estensi, nel tratto di mare davanti agli stabilimenti balneari Bagno Oro e Bagno Italia, dove il giovane stava facendo il bagno.
In quegli attimi – secondo la ricostruzione della Procura di Ferrara – la vittima sarebbe sprofondata fatalmente in un canale di buca che, stando alle accuse, non era stata adeguatamente segnalata ai natanti da chi di dovere. Il giovane, dopo essere entrato in acqua, avrebbe iniziato a sbracciare, prima di scomparire. Il mare, dopo ore di ricerche da parte di Guardia Costiera e Vigili del Fuoco, solamente in serata, avrebbe restituito il corpo sulla battigia a circa 150 metri da dove era sparito.
A parlare in aula, ripercorrendo le tappe della vicenda e delle successive attività investigative, con l’obiettivo di indirizzare il giudice nella selezione dei testimoni da convocare nelle prossime udienze, è stato il luogotenente dei carabinieri Valentino Friolo, all’epoca dei fatti – e ancora oggi – in servizio alla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Ferrara, come affiancato del pubblico ministero Andrea Maggioni, a cui è spettato il coordinamento delle indagini successive al tragico fatto.
A processo attualmente ci sono il 52enne della provincia di Rovigo e un 40enne della provincia di Milano, rispettivamente responsabile organizzativo del servizio di salvamento e facente funzioni in loco, con l’accusa di cooperazione colposa in omicidio colposo, causata da alcuni comportamenti segnati da negligenza, imprudenza e imperizia.
Ai due la Procura di Ferrara contesta la violazione delle disposizioni riportate dal Piano Collettivo di Salvamento della stagione balneare 2020, delle disposizioni impartite dall’ordinanza balneare regionale n.1/2019 che disponeva l’obbligo di segnalare all’autorità marittima gli interventi di soccorso e salvamento/effettuati durante l’anno 2020 e dell’ordinanza 16/2018 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto di Porto Garibaldi, che imponeva ai concessionari delle spiagge di comunicare gli incidenti verificatisi.
In più, secondo gli inquirenti – avrebbero omesso di sovrintendere alle operazioni di salvamento di Balzanelli, dal momento che non sarebbero stati né presenti sul luogo dell’annegamento, né reperibili come invece avrebbero dovuto, ma anche di adottare tutti gli accorgimenti necessari – dal posizionamento di boe a una specifica cartellonistica di pericolo – per segnalare ai bagnanti la presenza del canale buca in cui era finita la vittima. Una mancanza a cui avrebbero posto rimedio solamente due giorni più tardi la morte del giovane.
Inizialmente, oltre a loro, il pm Andrea Maggioni aveva chiesto il rinvio a giudizio di altre cinque persone. A partire da un 37enne ferrarese, responsabile di zona per lo stesso servizio di salvamento, e due militari di 43 e 53 anni della Guardia Costiera di Porto Garibaldi, tutti assolti. Sentenza di non luogo procedere era stata invece pronunciata nei confronti di due bagnini di 25 e 30 anni. Indagati e successivamente archiviati erano stati anche quattro vigili del fuoco del distaccamento di Porto Garibaldi.
Il processo tornerà in aula il 10 aprile per la prosecuzione dell’istruttoria con l’ascolto di altri testimoni della pubblica accusa.
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