Politica
17 Febbraio 2026
Duro attacco in Consiglio comunale dopo lo sgombero delle torri. Bocciata la risoluzione per aumentare le risorse all’edilizia popolare

Grattacielo. Bruani chiede le dimissioni di Coletti: “Emergenza sociale ignorata”

di Redazione | 3 min

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Mercato all’Acquedotto. Nanni: “Eliminiamo il riferimento nel Dup”

Con dieci voti favorevoli e 18 contrari è stato bocciato l'emendamento al Documento unico di programmazione presentato da Davide Nanni (Pd) con cui veniva chiesto di eliminare il riferimento nel Dup alla ricollocazione del mercato del lunedì nell’area dell’Acquedotto monumentale

“Un Dup senza visione”

La consigliera Anna Zonari (La Comune di Ferrara) ha attaccato in consiglio comunale il Dup 2026-2028 della giunta Fabbri: “Mancano scelte coraggiose su case, mobilità, scuola e ambiente. Una città che non pianifica è destinata a svuotarsi”

“Assessore Coletti, nessuno ha mai parlato di emergenza da calamità naturale, abbiamo sempre parlato di emergenza sociale e abitativa. Su questo noi riteniamo non ci sia stata una adeguata e sufficiente attenzione ed è per questo che noi chiederemo le sue dimissioni”.

Massimo Buriani (Pd) è duro con l’assessora Cristina Coletti mentre presenta una risoluzione al Dup (Documento unico di programmazione) nella quale chiede che vengano aumentate le risorse per l’edilizia residenziale pubblica. Una richiesta che arriva sulla scia di ciò che è accaduto al Grattacielo e che ha scosso Ferrara portandola anche sulle pagine dei quotidiani nazionali. Una risoluzione che è stata bocciata dalla maggioranza con 10 voti favorevoli e 19 contrari.

La proposta del dem si è resa ancora più necessaria dopo le ordinanze che hanno portato 500 persone a dover lasciare le proprie abitazioni da quando è stata dichiarata l’inagibilità della Torre B (11 gennaio), fino al 22 gennaio con l’estensione del divieto alle Torri A e C e al 12 febbraio, data dello “sgombero definitivo”.

Provvedimenti che hanno prodotto effetti “gravi” e “socialmente rilevanti” con “decine di persone in evidenti situazioni di fragilità e numerose famiglie con minori, circa il 10% dei residenti”.

Buriani ricorda anche i dati raccolti dall’Unità di Strada della Caritas con 106 residenti delle torri A e C intervistati: “Almeno 96 hanno dichiarato di non avere un posto dove andare se non in strada, mentre solo il 10% poteva contare su un’ospitalità temporanea presso parenti o amici”.

Il consigliere sottolinea come l’ospitalità garantita dall’Azienda per i Servizi alla Persona (Asp) ha riguardato “solo 12 nuclei familiari”, comprendenti 25 minori e una coppia di anziani con problemi di salute, con soluzioni che hanno comportato anche la separazione dei genitori. Molti altri sfollati hanno trovato riparo solo in “locali di fortuna messi a disposizione da associazioni di volontariato”. L’assessora nel rispondere a un precedente question time ha riferito di 78 persone prese in carico da Asp, di questi 38 adulti, 34 minori, 2 anziani e 2 disabili.

Pur trovando nel Grattacielo un appiglio forte e immediato al centro della risoluzione c’è Acer (Azienda Casa Emilia Romagna) che “non ha contribuito in alcun modo alla ricerca di soluzioni abitative di emergenza”. E questo nonostante gestisca “diverse centinaia di alloggi vuoti di proprietà comunale”, alcuni dei quali potrebbero essere resi disponibili con “limitati interventi di ripristino”.

Buriani fa quindi notare che nella relazione del Presidente di Acer al bilancio preventivo 2026 che, “in assenza di altri finanziamenti pubblici […] si accumuleranno ulteriori alloggi vuoti e permarrà critica la possibilità di eseguire interventi di manutenzione straordinaria”.

Nel testo viene anche richiamato il Dup, dove si afferma che “le politiche Abitative del Comune mirano ad accrescere l’offerta di alloggi disponibili e a ridurre il numero di unità immobiliari sfitte”, ma si evidenzia come, con le risorse attuali, “l’offerta di nuovi alloggi Erp per le situazioni di emergenza abitativa richiederà tempi medio/lunghi”.

Concludendo Buriani fa notare che con lo sgombero, “senza alcuna certezza sui tempi di rientro”, il rischio è quello di aggravare l’emergenza abitativa, soprattutto per le situazioni più fragili.

E per questo chiede di “aumentare le risorse programmate per il 2026” nella missione dedicata a diritti sociali e politiche abitative, destinando maggiori stanziamenti al progetto “Il diritto alla casa: edilizia residenziale pubblica”, così da consentire ad Acer di rendere disponibili più rapidamente gli alloggi Erp che richiedono interventi limitati, senza sottrarli alla disciplina ordinaria delle assegnazioni.

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