L’Università di Ferrara apre le porte agli studenti delle scuole superiori con il ciclo “Scienza, società e diversità”, promosso dall’ufficio di coordinamento delle politiche di inclusione nell’ambito del progetto Aurora.
L’iniziativa nasce con una duplice finalità: offrire un’esperienza concreta di orientamento alla scelta universitaria e, al tempo stesso, stimolare una riflessione critica su alcune delle grandi sfide del presente, come la medicina di genere, il gender gap, il contrasto alla violenza e agli stereotipi, fino al tema strutturale della sottorappresentazione femminile nelle discipline Stem
Nei primi due appuntamenti, previsti nell’ambito della settimana nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, le giovani generazioni si avvicineranno alla cultura scientifica attraverso uno sguardo attento ai temi dell’equità e dell’inclusione.
“Aprire le aule universitarie agli studenti delle scuole superiori significa offrire loro non solo un primo contatto con il mondo accademico, ma anche l’opportunità di comprendere il valore sociale della scienza – sottolinea la rettrice dell’Università di Ferrara Laura Ramaciotti -. Attraverso questa iniziativa, il nostro ateneo propone una riflessione critica sul rapporto tra scienza, responsabilità sociale e diversità, unendo orientamento e formazione civica, in modo che le generazioni più giovani siano capaci di interrogarsi sulle disuguaglianze e di contribuire alla costruzione di una società più giusta e inclusiva”
“L’Università di Ferrara ritiene fondamentale prevedere attività dedicate agli studenti delle scuole superiori, non solo per offrire una prima esperienza della vita universitaria, ma soprattutto per contribuire a sensibilizzare su temi fondamentali come diversità e uguaglianza, valorizzando le competenze presenti nel nostro ateneo – afferma Tamara Zappaterra, prorettrice alla diversità, equità e inclusione -. I primi appuntamenti saranno incentrati sul tema della diversità nella scienza e della medicina di genere, grazie alle prospettive offerte da diverse discipline Stem, mentre nei successivi incontri la riflessione si amplierà per approfondire temi quali la violenza di genere, gli stereotipi e il gender gap attraverso ulteriori lenti disciplinari”
Gli incontri
Le lezioni prenderanno il via giovedì 19 febbraio dalle ore 9 alle ore 13:15 nell’aula Acquario del polo chimico bio-medico (via L. Borsari, 46), con l’incontro “La diversità attraverso la Scienza”. Dalle ore 9 alle ore 11 il dipartimento di scienze della vita e biotecnologie coinvolgerà i ragazzi con diversi interventi di docenti dell’ateneo. Il professor Guido Barbujani parlerà di “Homo sapiens, una specie migrante”, la dottoressa Patricia Alexandra Silva Santos intratterrà sul tema “Il Dna e la pelle dei nostri antenati”, mentre il professor Luca Ferraro spiegherà le “Differenze di genere ed interetniche nella risposta ai farmaci”.
Si proseguirà poi dalle ore 11:15 alle ore 13:15 con la lezione della professoressa Eleonora Polo del dipartimento di scienze chimiche, farmaceutiche e agrarie “La chimica è un mestiere per donne? Storie di scienziate a confronto”.
Il secondo appuntamento “Salute e genere: come colmare il gender gap” si terrà lunedì 23 febbraio dalle ore 11:15 alle ore 13:15 sempre nell’aula Acquario. Esperte ed esperti del dipartimento di neuroscienze e riabilitazione e del centro universitario sulla medicina di Genere, proporranno agli studenti una serie di interventi sul tema. La professoressa Tiziana Bellini parlerà di “Promuovere la salute colmando il gender gap”, mentre la Professoressa Simona Capsoni terrà la relazione “Quando la scienza è di parte: la fisiologia e il corpo femminile invisibile”. “Il piacere basta a motivare l’esercizio fisico? Come maschi e femmine vivono in modo diverso le emozioni legate all’attività fisica” sarà invece il titolo dell’intervento del dottor Tommaso Piva. A chiudere la giornata sarà la lezione “Parità in campo: la sfida più importante” della professoressa Luciana Zaccagni.
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