Oggi martedì 17 febbraio al Teatro Comunale “Claudio Abbado” alle 20:30 è in programma un concerto che vedrà protagonista il Belcea Quartet, in un programma che, sospeso tra Webern, Mozart e Beethoven, traccia una linea evolutiva precisa sul superamento del linguaggio e della forma classici, sull’esplorazione del timbro e in definitiva sulla nascita della modernità musicale.
Fondato a Londra nel 1994, il quartetto è composto da Corina Belcea-Fisher e Suyeon Kang al violino, Krzysztof Chorzelski alla viola e Antoine Lederlin al violoncello. La loro unione musicale si distingue per intensità interpretativa, precisione tecnica e un’intesa profonda che permette di scavare in ogni composizione.
La serata si apre con i Cinque movimenti per quartetto d’archi op. 5 di Anton Webern. Composti nel 1909, sono considerati un pilastro fondamentale del repertorio del Novecento, segnando il distacco definitivo del compositore austriaco dalle influenze tardo-romantiche in favore di un’ atonalità libera e radicale. L’opera 5 stabilisce una vera e propria “poetica del frammento e dell’ aforisma”, esplorando l’estrema brevità in cui il silenzio e il timbro acquisiscono la medesima dignità strutturale della melodia.
Si prosegue con il celebre Quartetto K. 465 “delle Dissonanze” di Wolfgang Amadeus Mozart, che, scritto nel 1785, deve la sua fama e il suo suggestivo appellativo alla serie di inusuali relazioni armoniche presenti nell’Adagio introduttivo, una pagina di straordinaria intensità che stupisce le attese dell’ascoltatore. Nonostante la sua apertura enigmatica, l’opera è pervasa da un clima di serena fiducia che domina i movimenti successivi. Il quartetto, celebrato per la straordinaria abilità combinatoria del genio mozartiano attraverso i suoi sviluppi e le sue imitazioni, culmina in un finale la cui bellezza trova un parallelo solo nel finale della Sinfonia Jupiter.
A chiudere il concerto sarà l’esecuzione del Quartetto in fa maggiore op. 135 Ludwig van Beethoven. Composto nell’ autunno del 1826 a Gneixendorf, poco prima della sua morte, è il suo testamento artistico. Ultima opera nel monumentale ciclo degli ultimi Quartetti, si distingue per la sua scrittura quasi frammentaria, che rifugge la monumentalità del periodo centrale del compositore, guardando invece alla chiarezza formale della classicità di Haydn. Il Belcea Quartet è riconosciuto a livello internazionale per la sua combinazione distintiva di passione unita a precisione, espressività senza precedenti ed emozione pura.
Il suo repertorio spazia dai pilastri della letteratura cameristica, tra cui Haydn, Mozart, Beethoven e Bartók, fino a Janáček e Szymanowski. Il Belcea Quartet si distingue inoltre per il suo forteimpegno nei confronti della musica contemporanea, presentando regolarmente nuove opere di compositori attuali come Julian Anderson, Guillaume Connesson, Joseph Phibbs, Krzysztof Penderecki, Thomas Larcher e Mark-Anthony Turnage. Questi nuovi lavori sono spesso commissionati e sviluppati in collaborazione con il Belcea Quartet Trust, una fondazione dedicata all’ampliamento del repertorio per quartetto d’archi.
L’ensemble è anche attivo nel trasmettere la propria esperienza alle nuove generazioni, offrendo sessioni di coaching intensive ai giovani quartetti, con l’intento di tramandare l’eredità ricevuta dai loro mentori dell’Amadeus e Alban Berg Quartet.
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