Goro. Restituire piena sicurezza alla banchina, fermare l’erosione silenziosa del mare e proteggere l’abitato garantendo la tenuta idraulica delle infrastrutture. Sono entrati nella fase conclusiva i lavori di manutenzione straordinaria alla Banchina Nord, un intervento di ingegneria civile fondamentale che l’Amministrazione comunale ha avviato in risposta alle criticità emerse a seguito delle eccezionali ondate di maltempo del novembre 2022. L’opera, che si avvia verso il completamento con un anticipo rispetto al cronoprogramma, rappresenta il più significativo intervento strutturale realizzato sul fronte portuale negli ultimi cinquant’anni.
L’origine del cantiere risiede nella necessità di far fronte a fenomeni di filtrazione profonda che, agendo sotto il livello visibile, rischiavano di compromettere la stabilità del piazzale Pertini e delle aree limitrofe. Come sottolineato dal sindaco Marika Bugnoli, la memoria storica impone di non sottovalutare mai l’azione del mare: «I nostri anziani ricordano bene le rotte negli argini (una di queste è avvenuto proprio nelle vicinanze di dove si sta effettuando l’intervento) e l’alluvione del 1958. Le banchine attuali, edificate negli anni ’70, non avevano mai subito opere di consolidamento profondo: siamo la prima Amministrazione a realizzare un intervento strutturale di questo tipo nella storia del porto. Oggi non ci limitiamo a riparare il visibile, ma interveniamo sulla struttura profonda per garantire che Goro resti in sicurezza per i prossimi decenni, applicando un principio di precauzione e cura del territorio che è doveroso verso la cittadinanza».
Il progetto, sostenuto da un investimento complessivo di 1.500.000 euro rientranti nei fondi di Protezione Civile e regionali, segna un cambio di passo tecnologico rispetto al passato. Abbandonate le logiche tradizionali, si è scelto di operare mediante la tecnica del Jet Grouting Monofluido, una metodologia d’avanguardia che permette di consolidare il terreno trasformandolo, di fatto, in una barriera impermeabile e resistente. Attraverso iniezioni di miscele cementizie ad altissima pressione – spinte fino a 500 bar – vengono realizzate centinaia di colonne sotterranee del diametro di 800 mm. Questi elementi, scendendo a profondità comprese tra i 12 e i 14 metri fino a raggiungere lo strato di argilla naturale, si compenetrano tra loro creando una “cortina” continua, una vera e propria diga sotterranea invisibile in superficie ma invalicabile per l’acqua.
L’intervento riveste una doppia valenza strategica: da un lato blocca i fenomeni erosivi (i cosiddetti “sifonamenti”) che indebolivano le fondazioni delle palancole storiche; dall’altro, l’operazione consente un risanamento complessivo dell’area sottostante il piazzale Pertini, risolvendo definitivamente le vulnerabilità pregresse del sottosuolo e migliorando l’assetto ambientale e idrogeologico dell’intera zona portuale, a totale beneficio della comunità e degli operatori.
Il cantiere, gestito con moderni sistemi di monitoraggio millimetrico per assicurare la stabilità delle strutture durante le iniezioni, procede ora spedito verso la conclusione. L’Amministrazione è consapevole dei disagi logistici che la chiusura temporanea della viabilità e lo spostamento delle imbarcazioni hanno comportato per la marineria e i residenti, ma ribadisce che tali misure sono state indispensabili per operare in sicurezza. La restituzione dell’area è prevista per la primavera 2026, con la probabile riapertura già nel mese di marzo: al termine, la pavimentazione sarà perfettamente ripristinata e il porto di Goro potrà contare su un cuore strutturale completamente rinnovato, resiliente e capace di fronteggiare le sfide climatiche future.
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