di Domenico Bedin*
Come in una partita di curling dopo aver tirato la pietra si va a vedere cosa è successo e a progettare la prossima mossa così dopo lo sgombero delle torri si deve fare il punto della situazione e guardare avanti.
Il Grattacielo vuoto sarà ancora una sfida per i proprietari e la città tutta, ma su questo non ho argomenti.
Abbiamo invece famiglie in accoglienze brevi e precarie ospiti da parenti o amici e in strutture reperite dall’Asp per un periodo breve con il contributo delle famiglie stesse. Circa settanta persone singole sono presso due ambienti provvisori di Caritas e Viale k.
Altri sicuramente saranno in albergo o in affitti provvisori assai onerosi e per questo poco sostenibili. Occupiamoci di queste persone. Il sindaco si faccia capofila di questo ‘post-terremoto’.
Raduni le forze vive e solidali della città e in poco tempo aiutiamo queste persone. Abbiamo interesse a tenerli in città perché ci sono bambini che vanno a scuola, lavoratori dei settori strategici della logistica, dell’agricoltura e della cura dei nostri anziani e malati.
E poi sono nostri concittadini e se si offre solidarietà la si impara per le prossime sfide. Quando impari a dividere il pane ti accorgi che non si esaurisce e che anzi si moltiplica e in più si abbattono barriere e si diventa fratelli.
Ora abbiamo del tempo davanti e possiamo recuperare appartamenti pubblici sfitti, trovare altre soluzioni più stabili o definitive. Non sarà una grande spesa e si valorizzerà il patrimonio immobiliare pubblico e privato.
In questi giorni realtà cooperative e organizzazioni cattoliche e laiche non sono scese in campo ma ora lo potranno fare soprattutto se gestiscono immobili e servizi o semplicemente con qualche sponsorizzazione.
Penso, infine, che da questa crisi che ci ha visti contrapposti si possa fare un salto di grande valore per il futuro della nostra città.
*Presidente associazione Viale K
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