Masi Torello. È Masi Torello il primo comune ferrarese a deliberare per sostenere le richieste di modifica del cosiddetto “codice doganale” sull’origine dei prodotti agricoli ed agroalimentari. La notizia è stata data in tempo reale o quasi, dal sindaco Samuele Neri, che ha colto l’occasione dell’incontro organizzato da Coldiretti, AVIS e LILT presso la sala del consiglio comunale giovedì 12 febbraio a tema “la salute nasce a tavola”. E la scelta dell’amministrazione masese centra uno degli obiettivi dell’iniziativa, ovvero di favorire la buona salute con il buon cibo, la cui origine e riconoscibilità senza ambiguità è un elemento portante alla base di una scelta consapevole da parte dei consumatori ed in linea con i consigli alimentari nutrizionali che sono ulteriormente emersi nel corso delle relazioni curate da Edgardo Canducci, docente e nutrizionista oltre che presidente provinciale di LILT Ferrara e da Silvia Marchesi, medico di AVIS provinciale Ferrara.
Presente all’incontro, che ha visto una buona partecipazione da parte del pubblico, il presidente provinciale di Coldiretti Ferrara Federico Fugaroli, che ha ringraziato per la sensibilità il sindaco e tutta la comunità di Masi Torello nel raccogliere lo spunto di far sentire la propria voce nel richiedere la modifica del codice doganale per i prodotti agricoli ed alimentari laddove il Paese d’origine viene assunto laddove si esegue l’ultima trasformazione sostanziale, traendo potenzialmente in inganno i consumatori.
Fugaroli ha sottolineato la qualità delle produzioni agricole italiane e ferraresi ed il ruolo di Coldiretti nel presidiare, difendere e valorizzare l’agricoltura, anche con iniziative come quella di giovedì a Masi Torello insieme ad associazioni con le quali vi è un positivo rapporto da lungo tempo che vede il riconoscimento della produzione agricola italiana, stagionale, a filiera corta nella corretta alimentazione, con lo sforzo di arrivare ad indentificare correttamente origine e natura del cibo, che come visto direttamente e più volte nei presidi al Brennero, arriva da ogni parte del mondo e senza troppi controlli, con in più una etichettatura non sempre chiara e completa ed a volte anche ingannevole.
Sergio Mazzini, responsabile dei rapporti istituzionali di AVIS provinciale di Ferrara, nell’unirsi ai ringraziamenti al comune, anche a nome della sezione locale, rappresentata dal presidente Adolfo Ghiotti, ed a Coldiretti, ha evidenziato a sua volta la grande attività degli agricoltori e di Coldiretti stessa nel perseguire produzioni di qualità sotto tutti i punti di vista, compreso quello sanitario e salutistico, come dimostrato anche dal recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO dell’umanità ed auspicato che incontri di questo tipo possano essere estesi anche al resto della provincia.
Il professor Canducci, nella sua ricca e appassionata relazione, che ha preso spunto dalla nuova piramide alimentare, ha sottolineato che il concetto di cucina italiana e quindi di stile di vita corretto, non considera solo gli alimenti ed i nutrienti che da essi derivano, ma anche altri fattori che contribuiscono alla buona salute ed alla prevenzione di malattie, tra cui la l’idratazione, la biodiversità, la sostenibilità, la riduzione dello spreco, il controllo del peso corporeo, il movimento, la convivialità. Fattori trasversali che sono posti alla base della tradizionale piramide che consiglia il consumo quotidiano, settimanale od occasionale degli alimenti, con qualche aggiustamento rispetto ad alcuni anni fa. Particolare attenzione ai cibi lavorati, anche definiti processati o ultraprocessati, soprattutto nell’alimentazione dei più piccoli, con l’appello ad elaborare con cognizione e cautela i cibi offerti nelle mense scolastiche e fare educazione alimentare nella scuola, anche di primo livello.
Sulla stessa lunghezza d’onda la dott.ssa Silvia Marchesi, che parlando di dieta e salute, ha rilevato come i due concetti siano particolarmente sentiti dai donatori di sangue, consapevoli che per la loro meritoria attività occorre essere in buona salute e stato fisico, soffermandosi sul concetto stesso di dieta, che non significa privazione ma buona organizzazione dell’alimentazione, seguendo i principi illustrati dal prof. Canducci, variando i cibi, preferendo quelli stagionali e poco elaborati, ovvero un po’ di tutto, evidenziando a sua volta l’importanza di iniziare a parlare di buona alimentazione e di stili di vita a partire dalle scuole, per raggiungere direttamente i ragazzi ed anche le famiglie, troppo spesso soggette a scelte di alimenti non salutari, ma fortemente promossi da campagna pubblicitarie e confezioni accattivanti ma purtroppo con scarsa qualità nutritiva o addirittura con potenziali problemi nel consumo frequente e prolungato nel tempo.
Il direttore di Coldiretti, Alessandro Visotti, nel trarre le conclusioni dell’incontro ha riportato alcuni dati interessanti, a partire dalla scelta di 4 ragazzi su 10 che per la merenda a scuola preferiscono le merendine dei distributori automatici, ovvero snack e dolci ultraformulati. “Due genitori su tre – ha raccontato – sono insoddisfatti della qualità del cibo offerto dalle mense scolastiche, con un costo mensile che supera gli 80 euro. Nelle macchinette presenti nelle scuole solo nel 2% dei casi si trova latte o yogurt e solo nel 1% frutta. Otto italiani su 10, secondo un recente sondaggio, chiedono di vietare la presenza nelle mense scolastiche di cibi ultraformulati, ed il 91% ritiene fondamentale introdurre forme di educazione alimentare fin dalle scuole elementari, tenendo conto che nel 62% dei casi le scelte alimentari sono condizionate dalle preferenze di figli o nipoti. Un quadro che spinge a lavorare affinché le regole di produzione dei cibi siano stringenti in un rapporto di reciprocità tra tutti i Paesi per assicurare la salubrità e sanità degli alimenti e per offrire uno stile alimentare che non metta a rischio la salute dei nostri ragazzi già oggi a rischio obesità e malattie cardio vascolari e metaboliche. In un contesto dove il 97% dei prodotti non sono oggi controllati alle frontiere, c’è molto da fare per equilibrare il mercato, dare più trasparenza e riconoscere il grande ruolo e la capacità dei nostri agricoltori di produrre cibo sano e salubre, a km zero, stagionale e nutriente, quindi di valore inestimabile per la salute e di lavorare con associazioni come AVIS e LILT per accendere una luce, con coraggio e determinazione per iniziative che raggiungano i cittadini e le amministrazioni pubbliche, come abbiano iniziato con un progetto che coinvolge le scuole materne e d’infanzia del comune di Ferrara con l’offerta da parte dei nostri produttori di frutta fresca e come fatto anche lo scorso anno proprio nel plesso scolastico di Masi Torello”.
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