“…Cinque minuti“. Queste semplici parole, pronunciate con un accento marcatamente dell’est, hanno segnato l’uscita dalla scena del crimine dell’uomo che, il 2 e il 5 febbraio, aveva messo a segno due rapine a mano armata in altrettante tabaccherie di via Ravenna e via Bologna, la prima – tra l’altro – mentre la titolare era in diretta TikTok con le amiche. Con quelle parole infatti, il rapinatore aveva intimato alle vittime il tempo che avrebbero dovuto attendere prima di poter chiamare il 112. Tempo che, nei propri piani, gli sarebbe stato sufficiente per svanire tra le vie della città.
Quelle due sere, sul posto erano intervenuti i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile per raccogliere i primi elementi utili all’avvio delle indagini. Due colpi apparentemente perfetti, eseguiti nell’arco di 30/40 secondi. Giusto il tempo di entrare in tabaccheria a volto scoperto, estrarre la pistola e intimare alla proprietaria di consegnare i soldi e poi scappare in bicicletta. Dopo aver acquisito le telecamere di videosorveglianza presenti all’interno dei due esercizi commerciali, gli investigatori della Sezione Operativa hanno iniziato ad aggiungere alle informazioni fornite in sede di denuncia dalle vittime, dettagli che ben presto hanno permesso di avere la conferma che l’autore delle due rapine era in realtà la stessa persona.
Il soggetto infatti, nel tentativo di ostacolare le indagini, aveva compiuto la seconda rapina soltanto dopo essersi cambiato gli indumenti indossati ed essersi tagliato la barba, lasciando soltanto un vistoso pizzetto. Gli investigatori si sono così messi per giorni alla ricerca del soggetto, pattugliando tutte le zone della città alla ricerca del volto immortalato dalle telecamere. Nel pomeriggio di lunedì 9 febbraio, una pattuglia di carabinieri in abiti civili, mentre passava al setaccio la zona del Doro, ha notato all’improvviso un uomo corrispondente a quello immortalato dalle telecamere delle tabaccherie. Una volta fermato l’uomo, identificato in un 43enne di origine straniera, è stato quindi portato nell’abitazione in cui alloggiava.
L’immobile è stato quindi sottoposto a perquisizione. L’attività, condotta meticolosamente dai carabinieri della Sezione Operativa, ha permesso di rinvenire tutti gli indumenti utilizzati dall’uomo durante le due rapine, il cappellino da baseball e la cuffia di lana con cui aveva provato a nascondere il viso alle telecamere, nonché il telefono cellulare su cui risultavano ancora le ricerche fatte online sulle tabaccherie in cui eseguire i colpi. Sulla base degli elementi raccolti e tenuto in considerazione il concreto pericolo di fuga del soggetto, risultato irregolare sul territorio nazionale, il 43enne è stato quindi sottoposto a fermo di indiziato di delitto.
Al termine degli accertamenti, su disposizione del pm di turno, il 43enne è stato quindi trasferito nel carcere di via Arginone. Nella giornata di giovedì (12 febbraio), il fermo è stato convalidato dal gip del tribunale di Ferrara che ha disposto nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere.
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