Jolanda
13 Febbraio 2026
Se non avranno risposte concrete i sindacati fanno sapere che metteranno in campo "tutte le iniziative sindacali necessarie a tutela dell’occupazione

Polo “Crispa”. Cgil e Cisl: “Lavoratori lasciati soli”

(Foto di archivio)
di Redazione | 3 min

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Jolanda di Savoia. “I lavoratori del polo ‘Crispa’ a Jolanda di Savoia sono stati lasciati soli”. Fp Cgil e Fit Cisl si riferiscono all’impianto di smaltimento affidato da Area Impianti alla Cooperativa Cristoforo nel novembre 2024. “Se nelle prossime ore non arriveranno risposte concrete e un tavolo di confronto reale” metteranno in campo “tutte le iniziative sindacali necessarie a tutela dell’occupazione, del salario e della dignità di chi garantisce ogni giorno un servizio fondamentale per la collettività”.

I sindacati spiegano che in quell’impianto operano 9 persone a tempo indeterminato, “impegnati nella gestione del trattamento dei rifiuti solidi: professionalità che garantiscono un servizio pubblico essenziale per il territorio”.

Le criticità nascono dalla modifica alla tipologia di raccolta dei rifiuti nella Zona ci Comacchio, dove opera Clara. “Una scelta – sottolineano – già prevista dal piano industriale con il passaggio al porta a porta, che ha determinato una consistente riduzione dei volumi di materiale conferito all’impianto, con conseguente contrazione dell’attività lavorativa”.

“Già nei mesi di novembre e dicembre – aggiungono – è stato attivato il Fis per riduzione dell’orario di lavoro. In un incontro svoltosi a dicembre tra organizzazioni sindacali, Cooperativa Cristoforo e Area Impianti, i dirigenti di Area si erano formalmente impegnati a reperire ulteriori flussi di materiale, così da consentire il pieno rientro in servizio delle lavoratrici e dei lavoratori. A distanza di settimane, quell’impegno è rimasto lettera morta”.

A un incontro successivo Area Impianto “era invitata ma ha scelto di non presentarsi” mentre “la Cooperativa Cristoforo ha comunicato unilateralmente una drastica riduzione dell’orario di lavoro dal 1° febbraio al 28 febbraio 2026”.

Per sei dipendenti si sarebbe passati da 36 a 12 ore settimanali, per gli altri tre da 36 a 30 ore settimanali.

“Una scelta pesantissima – dicono -, che incide in modo diretto sulla stabilità economica e familiare delle persone coinvolte, scaricando sui lavoratori le conseguenze di decisioni industriali e organizzative che non dipendono da loro”.

Lo scorso 2 febbraio Fp Cgil e Fit Cisl hanno chiesto un incontro urgente ad Area Impianti e alla Cooperativa Cristoforo per individuare soluzioni concrete e strutturali. Da Area Impianti pero, “ad oggi, non è pervenuta alcuna risposta”.

Per i sindacati “è inaccettabile che un soggetto pubblico, titolare del servizio, si sottragga al confronto mentre nove famiglie vedono dimezzato – in alcuni casi ridotto a un terzo – il proprio salario”.

“Il silenzio – dicono – non è una risposta. È una scelta politica e gestionale che aggrava ulteriormente la situazione”.

“Non si può continuare – concludono – a governare gli appalti senza assumersi la responsabilità sociale delle ricadute occupazionali. Le lavoratrici e i lavoratori non sono una variabile di aggiustamento dei piani industriali”.

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