“Nessuna corsia preferenziale ma stiamo seguendo il percorso indicato dal sindaco e dall’assessora Coletti”. Luca Greco risponde ad Alan Fabbri che lo aveva attaccato sui social lui e le persone che si sono recate ad Asp per avere una risposta.
Risposta che non è arrivata né martedì né mercoledì mentre oggi parte lo sgombero e famiglie con minori rischiano di rimanere senza un tetto sotto il quale dormire. “Una cosa vergognosa” ribadisce Greco, sindacalista e segretario della Flit Cgil che ha impegnato i suoi giorni di ferie per aiutare le circa trenta persone che con lui si sono recate in Asp.
“I nuclei non li valuta la Cgil, ma professionisti che svolgono questo lavoro”, aveva scritto Fabbri richiamando l’attenzione su situazioni che vedrebbero persone con entrate tra i 3mila e i 4mila euro al mese che sarebbero state ospitate “in centri sociali con neonati”.
Ma su questo è lo stesso Greco a dare ragione al sindaco di Ferrara. “Non ho dubbi – dice – che Asp faccia una valutazione attenta. La questione però è domani le famiglie con bambini dove vanno?“. Chi ha minori in carico, spiega, “non può essere messo in strada e quindi la presa in carico deve essere immediata”.
E “se non c’è emergenza, come sostengono il sindaco e l’assessora Coletti, allora perché non vengono presi in carico visto?“.
La data di sgombero è oggi e ancora queste persone non hanno risposte, e il problema già spiegato da Greco in altre occasioni è proprio l’assenza di risposta, non il suo contenuto. “Domani (oggi, ndr) – dice – ci dovrebbe essere lo sgombero ma se vengono prese in carico tra due settimane come fanno? È vergognoso – dice – che ancora non rispondano. La vera vergogna è che abbiamo un servizio di tutti e per tutti che non risponde a tutti. Anche risposta che non piace”.
E la responsabilità di questo, Greco, non la attribuisce ai dipendenti di Asp ma al “muro di gomma” eretto dall’amministrazione “perché il sindaco ha deciso che non meritano una risposta”.
Fabbri ha spiegato in più occasioni che non si tratta di emergenza visto che affonda le radici nel 1993 e ha attribuito la colpa di tutto ciò a precedenti amministrazioni e a gli inquilini. “Non dovreste prendervela con noi – ha scritto –, ma con chi dal 1993 non ha voluto adeguarsi alla normativa dell’87, con chi ha riempito quella struttura di proprietari e inquilini poco raccomandabili, con chi ha consentito tutto questo, con chi è rimasto in silenzio e con chi ha permesso l’acquisto di immobili senza le dovute garanzie”.
Per Greco però Fabbri dovrebbe moderare il linguaggio quando parla di “inquilini poco raccomandabili”, così “dà un giudizio di valore quando un sindaco dovrebbe essere sindaco di tutti”.
Queste “sono persone per bene” che chiedono aiuto mentre “chi potrebbe darglielo non si è preoccupato di cosa potrebbe accadergli quando dovranno lasciare le loro case”.
Chi invece ha ricevuto proposte, una famiglia in particolare, si è vista presentare una soluzione da 2.500 euro al mese complessivi, di cui 1.000 a carico della famiglia e 1.500 sostenuti da Asp. “Chiunque ti direbbe di no – dice Greco – perché in pochi possono permettersele”. Si tratta, in molti casi, di persone che hanno già delle spese e che non possono sospendere il pagamento del mutuo senza una dichiarazione di emergenza.
“Avrebbero potuto accettare e poi non pagare – conclude Greco – ma sono persone oneste e non lo fanno. Sarebbero invece disposti a pagare cifre ragionevoli e queste non lo sono”.
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