di Fabio Anselmo*
A Ferrara, entro la fine di questa settimana, quasi 300 persone dovranno lasciare le loro case per un’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco leghista Alan Fabbri.
Altre 200 sono già senza casa da quasi un mese.
Nella maggior parte sono persone straniere, e questo dettaglio diventa carburante perfetto per la propaganda: perché quando una città viene educata a pensare che lì “ci stanno gli altri”, allora buttare fuori centinaia di persone diventa più facile, perfino applaudibile.
Molti oggi dormono da parenti, amici, in auto. Altri sono ospitati dalle associazioni, le stesse osteggiate dal sindaco. Questa è cronaca.
Parliamo del grattacielo, tre torri diventate l’oggetto preferito della destra ferrarese: il “mostro”, il “degrado”, l’icona dell’insicurezza. Perfetto per costruirci sopra una campagna elettorale.
Nel 2019 è stato usato come clava politica: si è enfatizzato il degrado del quartiere, lo spaccio, il disagio degli abitanti, trasformati in comparse di un racconto utile a vincere le elezioni.
Poi è arrivata la fase due: “noi facciamo”. Giardini, panchine rimosse, cancellate, eventi. Il quartiere è diventato la vetrina del potere: la prova che “la differenza tra noi rimane quella: voi parlate, io faccio”.
Peccato che mentre si “faceva”, il problema vero non veniva risolto.
Poi, l’11 gennaio, un incendio nella torre B.
Le ispezioni accertano che l’impianto antincendio di tutte e tre le torri non è a norma.
Da quel momento circa 200 persone non rientrano più nelle loro case. Poi arriva l’ordinanza anche per le torri A e C: altri 300 abitanti costretti ad andarsene in pochi giorni.
E questa è la parte più sporca.
Prima ti convincono che il problema siano “quelli lì”. Ti costruiscono nella testa l’immagine di un posto abitato solo da estranei e criminali. Poi, quando la tragedia esplode, ti dicono che è una questione privata.
Privato il palazzo, quindi privati i problemi.
Ma le persone esistono. Lavorano, pagano affitti, hanno contratti. Molti sono perfino proprietari della casa da cui sono stati mandati via. Il Comune ha trovato posto solo per una manciata di casi fragili: 13 persone su circa 500.
E adesso si prepara già la prossima narrazione: quando il grattacielo sarà svuotato, tutto verrà raccontato come una vittoria, mentre alle finestre compaiono lenzuola con disegnati degli occhi.
Occhi che chiedono una cosa semplice: guardateci, vedeteci, non fate finta che non esistiamo.
*consigliere comunale Civica Anselmo
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