Politica
12 Febbraio 2026
La consigliera ha protocollato un question time nel quale sottolinea come "le soluzioni abitative temporanee non possono prescindere dalla valutazione della loro sostenibilità"

Grattacielo. Chiappini: “Il Comune si è attivato per tutti i casi di fragilità?”

di Redazione | 3 min

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“Si è attivata per tutti i casi di fragilità di cui il Comune è a conoscenza una soluzione abitativa temporanea sostenibile?”

È la domanda che Anna Chiappini, capogruppo Pd in Consiglio comunale, pone alla giunta che guida il Comune di Ferrara con riferimento ai nuclei famigliari fragili e con minori che vivono al Grattacielo. Una domanda che nasce dalle affermazioni dell’assessora Coletti che “ha più volte affermato che le situazioni di fragilità sarebbero state prese in carico dai Servizi”.

Nel question time protocollato al dem fa notare come a una famiglia con diversi bambini piccoli sia “stata prospettata la possibilità di prendere in affitto un appartamento di una struttura alberghiera, nelle vicinanze della città, al costo di 2500 euro mensili”. Una somma da suddividersi tra Asp (1500 euro) e la famiglia (1000 euro) che è stata “ovviamente” declinata.

“La cifra di affitto di 1000 euro mensili – fa notare Chiappini – sarebbe insostenibile per gran parte delle famiglie ferraresi in ordinarie condizioni abitative e di reddito, tanto più per famiglie che hanno acceso un mutuo, sono in affitto o hanno comprato casa attraverso prestiti”.

“Le soluzioni abitative temporanee – aggiunge – non possono prescindere dalla valutazione della loro sostenibilità, a partire da quella economica: ovvero non è comprensibile che l’amministrazione, in un momento di particolare difficoltà e angustia di suoi cittadini e cittadine, prospetti loro proposte che essi stessi non sono in grado di affrontare”.

Stando ai dati raccolti attraverso interviste a 106 persone che vivono nel Grattacielo dall’Unità di strada della Caritas sulle torri A e C, “96 non hanno un posto dove andare se non in strada, anche se portatori di condizioni di fragilità”. Meno del 10% avrà invece la possibilità di essere ospitato “per un breve periodo da parenti o amici”.

Degli intervista in 98 hanno residenza in una delle torri, 32 sono minorenni e ancora impegnati nella scuola dell’obbligo. “Gli adulti – prosegue Chiappini – sono principalmente lavoratori con contratto a tempo indeterminato (28), seguiti dai contratti a tempo determinato (10) e casalinghe (10). Disoccupati risultano 8, pensionati 8, in formazione 8. La maggior parte delle persone intervistate appartiene ad un nucleo familiare che include figli minori (67). Molte persone sono sole senza familiari in città, in Italia o in assoluto (23)”.

Sebbene si tratti di un campione parziale delle oltre 500 persone che vivono nel Grattacielo la consigliera sottolinea come sia “significativo” coprendo circa un quinto del totale.

“In un grande numero di casi – aggiunge la consigliera – la fragilità è data anche solo da una dimensione di solitudine e mancanza di una rete di supporto, oltre che al fattore salute, necessità di ulteriori esborsi, rischio di perdita della residenza”. E conclude: “L’amministrazione, nella persona del sindaco, ha in carico l’incolumità pubblica, la sicurezza urbana, oltre che la salute dei suoi cittadini e cittadine (art 54 Tuel), soprattutto in condizioni emergenziali”.

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