Grattacielo. Il Comune incarica un legale per resistere al ricorso dei residenti
La giunta del sindaco di Ferrara Alan Fabbri ha dato incarico a un legale di difendere il Comune nei due ricorsi promossi davanti al Tar di Bologna contro gli sgomberi
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Ferrara conta 2.758 localizzazioni manifatturiere attive nel 2025, pari al 7,7% del totale delle imprese provinciali (contro il 10,8% dell’Emilia-Romagna e il 9% nazionale). Un perimetro produttivo che genera circa 2 miliardi di euro di valore aggiunto – il 21% della ricchezza complessiva del territorio – e impiega quasi 22.200 addetti, confermandosi il comparto più rilevante per occupazione con il 20,1% degli addetti totali.
È questa la fotografia della manifattura ferrarese che emerge dai dati della Camera di commercio di Ferrara Ravenna: una struttura solida per peso economico e occupazionale, ma che nel 2025 mostra alcune tensioni, soprattutto sul fronte internazionale.
Nei primi nove mesi del 2025 l’export manifatturiero ferrarese si attesta a 1,6 miliardi di euro, con una variazione del -3,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato in controtendenza rispetto al quadro aggregato Ferrara-Ravenna, che segna complessivamente +0,5%, e che evidenzia una maggiore esposizione della provincia estense alle dinamiche dei mercati esteri.
A livello settoriale, si registrano andamenti differenziati: crescono, tra gli altri, computer ed elettronica (+19%) e apparecchi elettrici (+7,9%), mentre risultano in contrazione comparti strategici come chimica (-16,6%), metallurgia (-7,7%) e legno-carta-stampa (-14,4%).
Anche la congiuntura produttiva mostra un lieve arretramento: al terzo trimestre 2025 la produzione industriale segna -0,6%, confermando una fase di rallentamento che si inserisce in un contesto di elevata incertezza internazionale.
Il tessuto manifatturiero ferrarese è caratterizzato da una marcata componente artigiana: 1.549 imprese, pari al 56,2% del totale. Le imprese femminili sono 193 (5,8%), quelle giovanili 87 (4%) e le straniere 1.835, pari al 6%.
Dal punto di vista settoriale, la metallurgia rappresenta la quota più rilevante (26,54%), seguita da alimentari e bevande (16,13%), riparazione e installazione macchinari (11,64%), tessile-moda (9,43%) e macchinari (8,45%). Una composizione diversificata che contribuisce alla resilienza del sistema produttivo locale rispetto agli shock esterni.
Ferrara si colloca al 45° posto nella classifica nazionale per peso del valore aggiunto manifatturiero, un posizionamento che evidenzia una dimensione intermedia ma strutturalmente significativa nel panorama italiano.
A livello aggregato, tra Ferrara e Ravenna, le localizzazioni attive sono 6.243 (54,3% artigiane), con oltre 5 miliardi di euro di valore aggiunto diretto e più di 56.000 addetti, pari al 20,9% dell’occupazione totale. Un comparto che resta centrale per la crescita socio-economica dei territori.
“Pensare al futuro del manifatturiero significa pensare al futuro dei nostri territori”, ha sottolineato il presidente della Camera di commercio, Giorgio Guberti, evidenziando come innovazione, competenze e giovani generazioni rappresentino le priorità per rafforzare competitività e capacità di adattamento.
Il quadro ferrarese conferma questa impostazione: elevata apertura ai mercati esteri, propensione agli investimenti superiore alla media di altri comparti, rafforzamento patrimoniale progressivo, ma anche la presenza di una quota non trascurabile di imprese fragili.
In uno scenario in cui – come osservato dalla Camera di commercio – la competizione si misura sulla velocità di innovazione, Ferrara è chiamata a consolidare le proprie filiere strategiche e a rafforzare il “patto generazionale” tra competenze mature e nuove professionalità digitali. I numeri certificano la centralità del comparto; la sfida ora è trasformare la resilienza in crescita strutturale.
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