Ieri davanti al monumento dedicato ai Martiri delle Foibe in piazzale Poledrelli autorità civili, militari e religiose, le associazioni combattentistiche e d’arma e alcune scuole del territorio, hanno celebrato la ricorrenza del “Giorno del Ricordo”.
Presenti alla cerimonia il vicesindaco del Comune di Ferrara Alessandro Balboni, il prefetto Massimo Marchesiello, il consigliere regionale Paolo Calvano, il presidente della Consulta Provinciale degli Studenti Davide Alagna e l’esule istriana Luciana Miani.
“È nostro compito farci carico del loro Ricordo – ha detto Balboni -, del ricordo di chi fu perseguitato o assassinato solo perché italiano. È struggente celebrare il Giorno del Ricordo assieme a chi ha vissuto questo tragico capitolo di storia, ascoltare le memorie di esuli che hanno lottato perché gli venisse riconosciuto il diritto di esistere. Essere italiani fu l’unica colpa di chi abitava quelle terre, essere una testimonianza scomoda fu il peccato di chi da esule cercò di rifarsi una vita. Dobbiamo impegnarci ogni giorno perché questa tragedia venga raccontata ripudiando versioni comode, scevre da ogni politicizzazione. Serve ritrovarsi con gli esuli, essere loro grati di aver lottato una vita per portare luce nel buio in cui erano stati gettati – conclude il Vicesindaco -. Il nostro pensiero oggi va a loro”.
Ha partecipato invece alla commemorazione a Roma, alla Camera dei Deputati, Davide Bergamini, sindaco di Vigarano e deputato di Forza Italia.
“Oggi, nel Giorno del Ricordo, – scrive in una nota – ho partecipato alla commemorazione alla Camera dei Deputati, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per rendere omaggio ai Martiri delle Foibe e a tutte le vittime di una delle pagine più dolorose e a lungo dimenticate della nostra storia nazionale”.
“Ricordare – prosegue Bergamini – non è un esercizio formale, ma un dovere civile e morale. È fondamentale tramandare alle nuove generazioni questi messaggi, ricordare gli errori del passato per evitare di commetterli in futuro. La memoria deve essere uno strumento di conoscenza, ma anche di responsabilità. Il Giorno del Ricordo non deve essere divisivo, ma un momento di unità nazionale e di riflessione condivisa. Ricordare le Foibe significa difendere i valori della libertà, perché dove vengono negate la libertà di un popolo, l’identità e la dignità della persona, lì nascono le tragedie della storia”.
“La libertà e la pace – aggiunge – non sono mai conquiste scontate, vanno custodite, difese e alimentate ogni giorno. Ed è proprio dalla memoria che nasce la consapevolezza necessaria per mantenerle vive come fondamento della nostra società”.
“Sia nel mio ruolo di sindaco sia come parlamentare – conclude Bergamini – ritengo necessario continuare a promuovere il ricordo e coinvolgere i giovani, che rappresentano il futuro del Paese. Solo trasmettendo questi valori possiamo costruire una comunità più unita, libera e consapevole”.
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