Attualità
11 Febbraio 2026
Anche oggi molti residenti torneranno a chiedere di essere presi in carico e se questo non fosse possibile vogliono una risposta formale

Grattacielo, Asp non ha soluzioni abitative. “Come può non essere emergenza?”

di Pietro Perelli | 3 min

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“Se ci dicono che non c’è emergenza io mi aspetto che Asp oggi sia in grado di gestire tutte le richieste”. Dopo essere stati allo Sportello sociale unico integrato (Ssui) ieri molti residenti del Grattacielo, accompagnati da Luca Greco, si sono recati ad Asp per cercare di ottenere un’effettiva presa in carico.

Sono rimasti ad attendere 4 ore e alla fine un funzionario di Asp gli ha detto che “non ci sono soluzioni abitative”. Una risposta ritenuta non sufficiente da parte di un’Azienda che “dovrebbe rispondere formalmente ai cittadini che si rivolgo a lei”. Vorrebbero che venisse messo per iscritto che non ci sono spazi disponibili nonostante le segnalazioni ricevute.

Oggi sono ancora lì ad spettare nuovamente una risposta. “Devono avere una risposta, anche una risposta che non piace”, ci dice Luca Greco che li ha accompagnati e aiutati nell’interloquire con gli uffici pubblici. Lì, insieme a lui, ci sono una ventina di persone, italiani e stranieri, lavoratori e disoccupati, molti con una famiglia e minori a carico.

Uno di loro si allontana per andare a prendere la bimba a scuola: “Anche loro risentono della situazione, casa mia è un porto di mare, ieri è stata male l’altra e oggi questa”. Accanto a lui un signore che vive al Grattacielo con la moglie, entrambi hanno più di 65 anni e vivono con il reddito di inclusione: “Come faccio a lasciare la mia casa, dove vado?”

Gli affitti sono alti e le case sono poche, sembra ridondante dirlo ma è così. Chi ha un mutuo sperava poi di poterlo congelare ma, ci spiega Greco, “senza la dichiarazione di emergenza del Comune le banche non possono farlo”. La speranza nata dopo la riunione in Prefettura dove un rappresentante di Abi aveva suggerito una interlocuzione diretta tra singolo Istituto di credito e correntista in modo da studiare percorsi personalizzati finalizzati a valutare l’adozione di misure di temporanea flessibilità (quali moratorie sui mutui e linee di credito agevolate per interventi di messa in sicurezza).

Hanno bisogno di risposte “visto che hanno fatto il percorso proposto dall’assessora, dice ancora Greco. A quanto pare però, anche per le famiglie che ne avrebbero necessità, “Asp non ha soluzioni abitative” e “ho anche chiesto di scriverlo ma nessuno lo ha fatto”.

Sia chiaro, Greco non vuole che questo passi come attacco ai dipendenti dell’Azienda servizi alla persona che “fanno il loro lavoro”. In questo momento però l’Azienda “non sta adempiendo alla propria mission che è dare risposte ai cittadini che domandano aiuto” e “una risposta volante (non scritta, ndr) non lo è”.

E se non sono in grado di dare risposte, se non hanno soluzioni abitative, allora “come fai a dire che non c’è emergenza”.

Così questa mattina sono di nuovo lì perché “hanno fatto una domanda formale (al Ssui, ndr) e devono avere una risposta formale”. Se non c’è una soluzione vogliono saperlo, “non possono – dice Greco – rimanere nel limbo delle parole dette o non dette”.

E se la risposta dovesse essere quella di una impossibilità da parte di Asp a prendere in carico tutte le persone rimaste senza casa a seguito dell’incendio prima e dell’ordinanza del sindaco poi, allora le istanze si sposterebbero su un altro campo, quello politico.

A quel punto infatti diventerebbe evidente la presenza di un’emergenza che il Comune non ha ancora ritenuto necessario dichiarare.

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