Questo primo video è dedicato al significato culturale e sociale dell’iniziativa. Al centro c’è il tema della sensibilizzazione, intesa non solo come informazione sanitaria ma come strumento per contrastare lo stigma che ancora accompagna l’epilessia.
Interviene Nicoletta Natalini, direttrice generale delle Aziende sanitarie ferraresi, che sottolinea l’importanza di promuovere eventi capaci di parlare alla cittadinanza e, allo stesso tempo, di rendere più accoglienti i luoghi di cura. L’epilessia viene raccontata come una patologia che ha un impatto non solo clinico ma anche sociale, e che richiede un impegno condiviso tra sanità, istituzioni e associazioni dei pazienti.
Nel video trova spazio anche Tarcisio Levorato, presidente di AIE, che richiama il ruolo dell’associazionismo nel portare questi temi fuori dagli ambulatori, rendendo visibili le esperienze delle persone con epilessia e promuovendo una cultura del rispetto e dell’inclusione.
Elemento centrale del racconto è l’intervento dello street artist Hazkj, che durante l’evento realizza un’opera dal vivo all’interno dell’ospedale. Il suo lavoro traduce in immagini le emozioni legate all’epilessia: la paura, la vergogna, ma anche la forza e la resilienza. L’arte diventa così un linguaggio capace di comunicare che l’epilessia non deve essere ridotta alle crisi, ma riconosciuta come una condizione compatibile con una vita piena e dignitosa.
Nello stesso contesto vengono presentate anche le opere degli studenti dell’IIS “Luigi Einaudi” di Ferrara, realizzate per il concorso nazionale promosso dalla Fondazione LICE dal titolo “Un battito d’ali può cambiare le cose”, con l’obiettivo di raccontare attraverso l’arte il valore del cambiamento e della conoscenza.