Spal
8 Febbraio 2026
Il diesse Sandro Federico: "Vogliamo pensare al futuro su palchi più importanti dell'Eccellenza"

Ars et Labor. Parlato: “Daremo tutto fino all’ultima partita”

di Redazione | 3 min

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di Elisa Fiorini

L’Ars et Labor si impantana ancora. Al Mazza contro il Castenaso finisce 1 a 1, risultato che, con la vittoria del Mezzolara sul Medicina Fossatone, porta i biancazzurri a -8 dalla vetta, in un campionato che rischia seriamente di essere buttato alle ortiche.

“Dispiace per i tifosi – ha esordito amareggiato mister Carmine Parlato -. I ragazzi hanno dato l’anima e hanno fatto una buona prestazione, anche commettendo degli errori. Se avessimo vinto non avremmo rubato niente a un Castenaso che ha fatto la sua partita. Le occasioni non vanno solo create ma finalizzate”. Per l’allenatore “nel calcio non si devono fare conti. Avrebbero fatto comodo dei punti in più, ma noi ci danneremo fino all’ultima partita per ottenere il bottino più grande possibile, da adesso alla fine. Ci dispiace non aver vinto, ma la squadra ha dato tutto. Fare tre partite in una settimana non è una scusa, ho messo dentro forze fresche e qualcuno mi ha dato risultati positivi, altri meno”.

La classifica preoccupa, anche perché gli estensi non vincono in casa da mesi: “I ragazzi sono partiti frenati, ora creano tante occasioni da gol. Ciò che non mi è piaciuto a fine primo tempo è che eravamo sballottati, serve un maggiore equilibrio. Danno tutti l’anima in allenamento, ma serve un calcio più sereno, unendo il divertimento al sacrificio. I passaggi facili oggi si sbagliavano, cosa che in altre partite non ho visto”.

Sui cambi: “Non ho la bacchetta magica, volevo sfruttare la carica e la tecnica di Carbonaro, così ho deciso di sostituire Moretti, che è più un assistman. Avevo l’idea di cambiarli nell’arco della gara, Moretti giocando due gare di fila poteva avere un calo. È stata una scelta tecnica, l’ho fatto per avere più qualità sotto alla punta“.

“Quando c’è un subentro bisogna adeguarsi ai ragazzi che ci sono: sto iniziando a capirli, il vestito tattico è buono, ma dobbiamo lavorare di più sulla parte mentale e essere meno frenetici e più lucidi in fase di finalizzazione. A volte non è facile mettere in pratica ciò che richiede il momento della gara, ognuno ha cercato di risolvere il problema da sé. Speravo in tre punti, ne è arrivato uno, ma io non mollo niente, così come i ragazzi. Effetto Mazza? Siamo attori, se andiamo sul palco davanti a 10 spettatori o 40mila lo spartito deve essere sempre quello. L’emozione c’è, ma quando l’arbitro fischia pensiamo a giocare” ha terminato Parlato.

In conferenza stampa è intervenuto anche il diesse Sandro Federico: “La situazione ci fa pagare oltremodo e caramente piccoli errori, ora non possiamo più permettercene nessuno. Creiamo tantissimo ma non finalizziamo, dobbiamo continuare ad insistere e arrivare in fondo. Vogliamo pensare al futuro su palchi più importanti dell’Eccellenza. Ringrazio i tifosi perché ci sostiengono in tutti i modi, capisco cosa stanno passando ma noi non molliamo di un centimetro. Bisogna essere più cinici e concreti”.

Nonostante il divario col Mezzolara “non abbiamo ancora fallito l’obiettivo principale, che è quello di arrivare primi. È difficile essere positivi ma lo sport ci insegna che finché c’è speranza non si deve mollare: mancano 11 giornate e può succedere di tutto. Nel calcio i campionati si vincono anche all’ultimo istante. Chiedo che sia dato ancora sostegno alla squadra”. Sul mercato “noi siamo vigili – ha continuato Federico – e la cosa più complicata è trovare giocatori allenati. Qualche occasione potrebbe esserci dalla serie C”.

“La proprietà sta pensando ad altri progetti per il futuro, stiamo vivendo un momento di difficoltà di risultati, ma fino a che c’è la possibilità di credere in questo campionato noi lo faremo. Abbiamo uno scontro diretto in casa, io ci credo se limiteremo al massimo gli errori”. In casa il copione sembra sempre lo stesso: “Dobbiamo lavorare sui nostri difetti, il mister sta valutando tutti e ognuno di loro deve dare qualcosa in più. A oggi non basta quello che stiamo facendo: ognuno deve alzare la propria asticella, qui a Ferrara bisogna fare qualcosa di diverso” ha concluso il direttore.

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