Attualità
9 Febbraio 2026
Un’azione simbolica ideata da Anna Rossi mentre si avvicina lo sgombero delle Torri: “Anche se andremo via, continueremo a guardare ciò che Ferrara farà”

Grattacielo. Occhi puntanti sul Comune: lenzuola alle finestre contro l’oblio

di Pietro Perelli | 3 min

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Gli occhi del Grattacielo puntati sul Comune di Ferrara. Da sabato fuori dalle Torri hanno iniziato a comparire alcune lenzuola bianche con sopra disegnati degli occhi.

L’iniziativa è stata pensata da Anna Rossi, tornata dal Portogallo per aiutare i genitori e la figlia nello sgombero. “L’idea nasce dal desiderio – racconta ai nostri taccuini – di lasciare una testimonianza visiva della nostra esistenza nel Grattacielo”. Un modo per mantenere viva l’attenzione ora, in uno dei momenti più critici, ma anche dopo, quando le torri saranno sgomberate, l’attenzione dovrà rimare alta per evitare che ci si dimentichi di tutte le persone che stanno perdendo la propria casa.

“Ho pensato agli occhi – aggiunge – perché sono una parte che caratterizza l’essere umano, non a caso si dice siano lo specchio dell’anima”. Un modo “per ridare umanità alle persone che ci vivono che sono state disumanizzate”.

“Il Grattacielo – prosegue – è un corpo sociale e politico fortemente rappresentativo della nostra città”. Un corpo che “da un lato viene disumanizzato” mentre in realtà è “pieno di umanità”.

Un’umanità raccontata anche da Paolo Bertazza sulla piattaforma “Nodi”, attraverso un lavoro di testimonianza che entra nelle case dei residenti per raccogliere e raccontare le loro storie.

Un’umanità indaffarata per trovare un altro posto in cui vivere. “Ma come faccio in due settimane?”, dice Makrem mentre va a recuperare la macchina per caricarla con ciò che ha in casa. “Abbiamo trovato un posto dove mettere le nostre cose, ma non abbiamo trovato un appartamento dove andare a vivere”, ci dice.

Trovarlo è difficile, i costi sono alti e gli appartamenti in città pochi, senza dimenticare che chi ha aperto un mutuo fatica a potersi permettere anche un affitto. La cosa che però lo preoccupa maggiormente sono i figli: “Io lavoro a Bologna – dice – e posso anche spostarmi ma i miei figli che vanno a scuola a Ferrara come posso chiedergli di lasciare i compagni, le insegnanti, i loro amici?”

Come lui sono in tanti, caricano e liberano gli appartamenti, nella gran parte dei casi ancora non sanno dove andare e mancano sempre meno giorni all’11 febbraio. Ieri sotto le torri, intorno alle 17, Cittadini del Mondo ha organizzato un incontro operativo per consigliare e aiutare chi vive lì. Per coordinare e supportare chi andrà a chiedere la presa in carico ad Asp ma anche per sottolineare la necessità, specialmente per la Torre B evacuata dopo l’incendio dell’11 gennaio, di staccare le utenze una volta usciti di casa per evitare di continuare a pagare.

Tra gli avvertimenti anche quello verso possibili speculatori. Secondo Cittadini del Mondo, ma anche stando alle testimonianze di residenti, ci sarebbero già all’opera soggetti pronti a offrire cifre bassissime per acquistare gli appartamenti a prezzi irrisori, speculando sulla tragedia.

“Una situazione drammatica – racconta un volontario dell’associazione – e non si può pensare che la città si giri dall’altra parte”. Anche per questo martedì 10 febbraio è previsto un sit-in all’ingresso di parco Coletta, un’ulteriore iniziativa per tenere alta l’attenzione.

Un modo che si aggiungerà alle lenzuola e agli occhi sopra disegnati che rimarranno lì a osservare e controllare. “Anche se dovessimo lasciare le nostre case – ci ha detto Anna Rossi -, continueremo a osservare ciò che la città fa”.

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