Politica
9 Febbraio 2026
Il vecchio continente è circondato da un’alleanza tra guerrafondai, “serve deterrenza militare”. Incontro in Ariostea con Gualmini, Ventura e Zappaterra

La solitudine dell’Europa: condanna o promessa di libertà?

di Redazione | 4 min

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La solitudine dell’Europa è una condanna o una promessa? Con questa domanda lo scrittore e giornalista Antonio Scurati rifletteva sulla fragilità di un’Europa sempre più isolata tra due superpotenze la cui deriva autocratica e autoritaria è ormai sotto gli occhi di tutti: gli Stati Uniti di Trump e la Russia di Putin.

Scurati, nel dare una risposta a questo dilemma, ha adottato una linea ottimista: la solitudine dell’Europa è una liberazione. “È una liberazione in quanto ci obbliga a divenire pienamente e definitivamente noi stessi”, scrive su La Repubblica. Sulla falsariga del “tutto il male non viene per nuocere” si sono accordate anche l’europarlamentare dem Elisabetta Gualmini e la docente di scienze politiche dell’Università di Bologna Sofia Ventura durante l’incontro “L’Europa e gli imperi del XXI secolo”, moderato dalla consigliera regionale Marcella Zappaterra e svoltosi venerdì 6 febbraio alla biblioteca Ariostea grazie all’iniziativa del circolo Matteotti.

Il vecchio continente, come ha spiegato Gualmini, ha vissuto una parentesi di ingenuità geopolitica quando ha concentrato l’attenzione su fattori interni – creazione del debito comune, investimenti per il Next Generation Eu -, tralasciando quelli esterni. È così che, a causa dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022, le priorità dell’Unione sono dovute cambiare e gli interessi dell’opinione pubblica sono virati verso la competitività nei confronti degli altri Paesi e la difesa.

“Questo perché siamo in un disordine globale in cui l’Unione Europea deve trovare la propria identità” ha dichiarato Gualmini, ponendo l’attenzione su un ulteriore cambiamento, questa volta tutto interno: quello politico. “Anche qui è cambiato tutto – ha sottolineato l’europarlamentare -. Per la prima volta nella storia, il terzo partito in parlamento è quello dei Patrioti (il gruppo politico sovranista e di destra al parlamento europeo creato dal premier ungherese Orbán e di cui fa parte anche la Lega di Salvini, ndr), un partito antieuropeo, mentre il quarto, più euroscettico, è quello dei conservatori di Giorgia Meloni”.

Uno spostamento a destra dell’Europarlamento, quindi, che è la cartina tornasole di un’avanzata del nazionalismo nei Paesi dell’Unione in un quadro in cui sono venuti a crollare “i due pilastri su cui si reggeva l’Unione all’esterno”: la dipendenza energetica dalla Russia e l’ombrello americano sulla sicurezza.

Cosa è accaduto? “Siamo circondati da un’alleanza di autocrazie, un’alleanza tra guerrafondai – Xi Jinping, Trump, Putin e Netanyahu – che vogliono arricchirsi sempre di più e che dimostrano un certo fastidio per la democrazia” ha spiegato Gualmini, concentrandosi poi sul caso americano: “Trump ha nelle mani un potere assoluto: controlla il partito, il parlamento e la Corte Suprema”.

Questo basta a gettare il discrimine tra le maggiori cariche di Stati Uniti ed Europa: “La differenza tra Trump e Von der Leyen è che Trump è un vero presidente, mentre Von der Leyen è una presidente delegata da 27 Stati che non vanno tutti d’accordo”.

A questa differenza di poteri, a cui si associano gli intenti neocoloniali di Trump evidenziati dal caso Groenlandia, Gualmini propone di rispondere con una strategia di deterrenza, perché “solo le regole, senza un’integrazione di deterrenza militare” non permettono di andare “da nessuna parte: non vai nemmeno al tavolo, rimani nel menù, come ha detto il premier canadese”.

Come il famoso vaso di coccio tra i vasi di ferro, l’Europa si trova stretta anche sul fronte orientale. La guerra tra Russia e Ucraina, come ha dichiarato Sofia Ventura, “non è solo dell’Ucraina ma dell’Europa: l’aggressione di Putin non si ferma lì, perché la sua è una strategia coloniale e imperialista”.
Ventura ha ricordato la tiepidezza con cui l’Europa ha risposto agli sconfinamenti russi prima in Georgia nel 2008, poi in Crimea e in Donbas nel 2014: “L’Europa si limita a un po’ di sanzioni e nelle società civili europee non si assiste a cambiamenti negli atteggiamenti verso la Russia”. Dura poi l’accusa alla corruzione di alcuni partiti politici di estrema destra: “Sono stati la quinta colonna di un’aggressione imperialista”.

Dopo un principio di assopimento istituzionale e civile, lo scossone all’Unione è arrivato con l’invasione Russa dell’Ucraina: “L’invasione del 2022 è un punto di non ritorno in cui Putin pensava di rafforzare la posizione russa, ma c’è la resistenza ucraina e anche quella europea che non si aspettava” ha dichiarato Ventura.

È il disgelo dall’immobilismo fino a quel momento riscontrato e, infine, la risposta a quella solitudine con cui l’Europa ha dovuto cominciare a fare i conti. Un’Unione che ha dimostrato di esserci, ma che, secondo Venturi, potrebbe anche spingersi oltre: “Manca il coraggio di un aiuto militare all’Ucraina, i cieli ucraini vanno coperti, servono più sanzioni e più consapevolezza sulle nostre quinte colonne. L’Ungheria gioca contro di noi, in questo caso è un cavallo di Troia”.

La solitudine dell’Europa diventa così opportunità: “Bisogna rompere il gioco di potere tra Stati Uniti e Russia – ha concluso Venturi – nello schiacciare le medie potenze. Per questo l’Unione deve diventare una grande potenza”.

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