L’iniziativa più importante e significativa di queste ultime due settimane è stata il tavolo di crisi organizzato in Prefettura. Questo incontro è nato in seguito alla grave emergenza sociale scaturita dall’incendio della torre B del grattacielo e dall’ordinanza del sindaco che ha disposto l’evacuazione in tempi brevi delle torri A e C per motivi di sicurezza.
Un incontro fondamentale per gestire la fase esecutiva dello sgombero e affrontare i numerosi problemi che coinvolgono centinaia di abitanti, tra cui famiglie con anziani e bambini.
A quel tavolo hanno partecipato ben 27 sigle tra enti istituzionali, associazioni, comitati, volontari e rappresentanti dei cittadini residenti nello stabile. Va riconosciuto al prefetto Marchisiello di aver compiuto l’atto politico concreto più rilevante dall’inizio della crisi: sancire con chiarezza che non si tratta affatto di una vicenda di natura privatistica, ma di una grave emergenza sociale che coinvolge l’intera città e che, come tale, deve essere affrontata attraverso un lavoro congiunto e collaborativo tra istituzioni, enti e cittadinanza.
Siamo certi che la maggioranza dei ferraresi abbia ben compreso questo carattere collettivo del problema, come dimostra la grande gara di solidarietà partita già in occasione dell’evacuazione seguita all’incendio della prima torre. Grazie all’attivismo di associazioni di volontariato meritevoli e sempre presenti, e ai contributi di tanti cittadini privati, è stato possibile affrontare la prima fase della crisi, colmando il vuoto lasciato dall’amministrazione comunale. Quest’ultima ha infatti risolto solo alcune situazioni familiari attraverso i canali ordinari dell’assistenza sociale, dimostrando di non aver compreso la natura straordinaria e urgente dell’emergenza.
Sul vuoto di senso di responsabilità del Comune ha poi fatto cadere ogni velo l’intervento dell’assessora Coletti, all’indomani del tavolo di crisi in Prefettura, con dichiarazioni a dir poco sconcertanti. Le parole che più di tutte hanno evidenziato l’inadeguatezza rispetto al ruolo politico ricoperto sono state quel “non comprendo” — che, pronunciato da chi ha responsabilità pubbliche, fa venire i brividi e suona come un vero campanello d’allarme — e la contestazione dell’uso di termini come “fragilità” e “sfollati”, parole che in una situazione come questa hanno ben pochi sinonimi. Sarebbe bastato ragionare nel merito della circostanza, magari con un minimo sforzo di immedesimazione.
Il Movimento 5 Stelle, in quanto forza politica attiva in città, ha chiesto fin da subito e torna a chiedere: la mobilitazione immediata e massiccia della Protezione Civile, con l’allestimento di moduli abitativi temporanei fino a quando non saranno individuate, con il contributo di tutte le forze coinvolte nel tavolo di crisi, soluzioni abitative dignitose per tutti i residenti; la creazione di strutture permanenti per le emergenze attraverso il recupero e il ripristino di grandi immobili, come la Casa del Pellegrino; l’apertura di un conto corrente, garantito dal Comune e aperto a contributi pubblici e privati, a sostegno delle famiglie in maggiore difficoltà.
Una volta superata la fase emergenziale, sul futuro del grattacielo con le sue tre torri e dell’intera area circostante dovrà aprirsi un dibattito pubblico e privato, partecipato dal basso, per arrivare a una soluzione il più possibile condivisa e sostenibile per i proprietari, gli abitanti del quartiere e l’intera città.
Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Ferrara
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