Politica
7 Febbraio 2026
Minarelli: “Informazione e consapevolezza in vista del referendum”. Dura la critica alla riforma approvata dal Parlamento

Giustizia, il Pd di Ferrara in campo con presìdi e banchetti informativi

di Redazione | 2 min

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Presìdi e banchetti informativi nei comuni della provincia di Ferrara per spiegare ai cittadini le ragioni del no alla riforma della giustizia. È questa l’iniziativa annunciata dalla Federazione del Partito Democratico, che nelle giornate di sabato 7 e domenica 8 sarà presente sul territorio per promuovere informazione e confronto in vista del referendum. “Come Federazione Pd di Ferrara – commenta il segretario provinciale Nicola Minarelli – nelle giornate di sabato 7 e domenica 8 saremo con presìdi e banchetti informativi nei comuni della provincia, per promuovere informazione e consapevolezza in vista del referendum”.

Alla base della mobilitazione c’è la netta contrarietà del Partito Democratico alla riforma approvata dal Parlamento, giudicata “inadeguata a rispondere ai problemi reali del sistema giudiziario italiano”. Secondo il Pd, il testo non affronta infatti questioni centrali come “la durata dei processi, la carenza di organico, le condizioni di lavoro negli uffici giudiziari e il sovraffollamento delle carceri”, elementi che continuano a pesare sull’efficienza della giustizia.

Particolare preoccupazione viene espressa per le modifiche che incidono sull’autonomia della magistratura. La riforma prevede, tra l’altro, “la separazione delle carriere dei magistrati con l’istituzione di due Consigli Superiori distinti”, oltre all’“impossibilità per i magistrati di eleggere i propri rappresentanti – che verrebbero selezionati tramite sorteggio –”. A questo si aggiunge un nuovo sistema di scelta dei componenti laici, con “il rischio di una designazione a maggioranza semplice”.

Critiche anche sul piano disciplinare, dove il provvedimento stabilisce che venga “sottratto al Consiglio Superiore della Magistratura il potere disciplinare, che sarebbe affidato a un’Alta Corte, senza possibilità di ricorso in Cassazione”. Scelte che, secondo i democratici, non migliorano l’efficienza del sistema giudiziario e “rischiano di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, limitando l’autonomia della magistratura senza produrre benefici concreti per cittadini e operatori della giustizia”.

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